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Unipol, addio a Banco Bpm e via alla bad bank

Stamane, prima dell’apertura dei mercati, ci sarà l’annuncio ufficiale ma la decisione dei rispettivi consigli di amministrazione è già stata presa: l’accordo di bancassurance tra Unipol e Banco Bpm, portato in eredità nella fusione tra le due banche da parte di Verona, è stato disdetto. La joint venture (Popolare vita) resterà in vigore fino alla scadenza naturale di fine anno. Poi le parti definiranno il prezzo del divorzio consensuale (ma chiesto da Unipol): Banco Bpm ha in carico la partecipazione per 300 milioni, ma l’ad della compagnia Carlo Cimbri ha sempre detto di considerare il valore molto più alto; è probabile che in caso di disaccordo vengano nominati due valutatori indipendenti per arrivare alla definizione del prezzo. L’operazione si concluderà comunque nel 2018.
Ma è possibile che le comunicazioni da parte dei due soggetti siano di più ampia portata. Da parte di Banco Bpm la definizione dei rapporti con Unipol ha portato ad una riflessione sugli accordi in essere e a quanto trapela la banca ha a sua volta deciso di estinguere l’accordo di distribuzione delle polizze Aviva (i termini erano gli stessi: entro il 30 giugno la comunicazione ed entro fine anno la conclusione degli accordi) mentre resta in piedi l’accordo di bancassurance con Covéa, che scade nel 2021. Recentemente il gruppo bancario è stato piuttosto corteggiato da altre compagnie di assicurazione.
Anche in casa Unipol oggi potrebbero essere annunciate altre novità. Nessuna operazione straordinaria, a quanto si dice in ambito finanziario, ma un progetto più ampio di riorganizzazione, che potrebbe avere il focus su Unipol banca. Lo scorso aprile, in occasione dell’assemblea di bilancio, l’amministratore delegato aveva parlato di un possibile progetto, con ipotesi ancora allo studio sulla possibilità di uno scorporo societario di Unipol banca e con la costituzione di due entità: una banca in bonis e una bad bank, per gestire gli Npl. Il passaggio successivo potrebbe essere un’operazione di M&A, che però non dovrebbe far parte degli annunci attuali. È invece possibile che oggi si parli della nascita di una bad bank (i crediti deteriorati lordi di Unipol banca sono pari a 3,7 miliardi).
Unipol ha recentemente preso una partecipazione pari al 9,99% di Bper. Sul mercato sono state diffuse indiscrezioni sull’intenzione della compagnia di voler chiedere l’autorizzazione a salire ancora, ma mancano conferme ufficiali. Non se ne parlerà oggi, secondo le aspettative. Ma il tema potrebbe tornare di attualità a breve.

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