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Unipol, accordo per la cessione dei premi

La trattativa intavolata da Unipol con Ageas per la cessione del pacchetto premi Milano Assicurazioni, salvo sorprese dell’ultimo minuto, sarebbe vicina alla chiusura positiva. Da Bologna, al momento, si trincerano dietro un no comment. Tuttavia, secondo quanto si apprende, la compagnia non sarebbe orientata a chiedere all’Antitrust una proroga dei tempi per la valorizzazione dell’asset, facoltà che il gruppo potrebbe esercitare entro metà mese. Piuttosto, l’intero team della società sarebbe impegnato ad adempiere agli obblighi imposti dall’Autorità di controllo dei mercati entro i termini stabiliti, ossia fine anno.
Sul tavolo, come noto, c’è un pacchetto di premi che vale fino a 1,7 miliardi di euro. Pacchetto sul quale ha messo gli occhi la belga Ageas, affiancata dall’advisor Morgan Stanley. La società assicurativa è attiva dal 2010 sul territorio italiano grazie alla presenza nel capitale di Ubi Assicurazioni. Proprio recentemente, però, ha messo tra gli obiettivi di piano la volontà di voler incrementare il proprio peso nel paese, dove, allo stato, conta su un portafoglio premi nel ramo danni di poco superiore ai 200 milioni di euro. Cifra troppo poco rotonda per soddisfare le ambizioni di crescita della compagnia. Di qui l’obiettivo di aumentare il portafoglio premi di una cifra compresa tra i 600 milioni e il miliardo di euro. Sulla scia di questo target Ageas ha cominciato a verificare la bontà degli asset messi sul mercato dagli operatori italiani, non a caso la compagnia ha dato uno sguardo anche a Carige Assicurazioni. Alla fine, però, la società belga avrebbe deciso di concentrarsi sul pacchetto della Milano e ora la trattativa sarebbe arrivata a un punto di svolta.
Elemento chiave perché l’intesa di massima arrivi a buon fine è evidentemente il prezzo. Come detto si tratta per un portafoglio premi nell’intorno di 1,7 miliardi di euro. Obbligo che l’Antitrust ha imposto alla galassia Unipol a valle dell’accordo per la maxi integrazione a quattro con Fondiaria Sai, Milano Assicurazioni e Premafin. Proprio perché la cessione è un obbligo il gruppo di Bologna si è sempre detto pronto a rispettare i dettami dell’Autorità. Tuttavia, al contempo, ha sempre precisato, in primis l’amministratore delegato Carlo Cimbri, di non voler svendere il portafoglio: «Al di là delle disposizioni dell’Authority, le offerte dovranno essere congrue rispetto al valore degli asset», ha dichiarato poco più di un mese fa Cimbri. In conseguenza di ciò il mercato stima che un multiplo corretto nella definizione del valore di quel portafoglio sia compreso tra le 0,3 e le 0,5 volte i premi complessivi, ossia tra 500 e 800 milioni. Possibile, peraltro, come a suo tempo dichiarato da Cimbri, che del pacchetto faccia parte anche il debito subordinato che la Milano Assicurazioni ha nei confronti di Mediobanca, pari a 150 milioni dei quali 100 milioni perpetui. Ma su questo, al momento, non è possibile avere certezze.
Piuttosto, se come risulta è plausibile che l’accordo tra Unipol e Ageas venga trovato a stretto giro, per l’uscita dei premi dal perimetro della compagnia ci vorrà un po’ di tempo in più: «Gli asset non usciranno dal portafoglio del gruppo prima della metà del prossimo anno», ha commentato qualche tempo fa Cimbri mettendo in luce i tempi necessari per le autorizzazioni regolamentari. Peraltro, va detto che Ageas, una volta acquistati i premi, dovrà anche predisporre la struttura manageriale atta a gestire la nuova rete.

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