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Unipol accetta i concambi FonSai

Unipol accetta la proposta di concambi formulata da Fonsai ma soltanto in parte accoglie le ulteriori condizioni poste dai suoi interlocutori. Offre il ramoscello d’ulivo di una put a cinque anni per limitare possibili effetti negativi della partecipazione in Unipol Banca nei conti del nuovo aggregato. Ma, allo stesso tempo oppone un “no” all’ipotesi, prospettata da Fonsai, di attribuire soltanto agli attuali azionisti del gruppo dei Ligresti le future plusvalenze rinvenienti dalla vendita dei suoi asset immobiliari.
La compagnia bolognese ha dunque rotto gli indugi e ieri pomeriggio ha reso noto un documento di 13 pagine che, a tutti gli effetti, rappresenta un ultimatum sull’accordo finale. Ora la parola passa ai consigli di amministrazione di Fonsai e Milano Assicurazioni (si riuniranno lunedì), anticipati da quello di Premafin (venerdì). Ma soprattutto ai consiglieri indipendenti delle medesime compagnie che devono esprimere un voto vincolante sull’accordo.
I tempi stringono. Tutti i “si” debbono giungere entro martedì prossimo, quando è convocata l’assemblea di Premafin. Ma anche prima di allora visto che le banche creditrici della stessa holding, che non considerano più i Ligresti come propri interlocutori, chiedono di avere un quadro completo di impegni per porre la loro firma sul progetto di ristrutturazione dei debiti. Diversamente escuteranno i pegni sulle azioni Premafin posti a garanzia dei finanziamenti. E, senza accordo con Unipol, l’assemblea della società – ha in programma anche l’approvazione del bilancio annuale – non potrà che rilevare la mancanza del requisito di continuità aziendale travolgendo nel suo dissesto il gruppo assicurativo sottostante, la Fonsai.
In questo quadro già complesso c’è poi l’ulteriore incognita di Sator e Palladio. I due fondi non si considerano fuori dalla partita e fanno capire che se il progetto di Unipol fosse accantonato, sarebbero pronti a formulare una nuova proposta.
Ed ecco i fatti. Unipol, appunto, accetta la ripartizione proposta dalla “controparte” che assegna ai soci bolognesi, nella fusione finale, il 61% del società che nascerà dall’aggregazione a fronte del 27,45% di quelli di Fonsai, del 10,70% di Milano Assicurazioni e lo 0,85% di Premafin. Ma, allo stesso tempo Unipol restringe le ulteriori condizioni proposte da Fonsai. In particolare rispedisce al mittente il regime “differenziato” sulle plusvalenze immobiliari di Fonsai (una partita che potrebbe valere circa 800 milioni) visto che quelle potenzialità erano già comprese nella sua proposta di concambi e per «non alterare l’unitarietà della gestione del patrimonio sociale». Un “no” è stato opposto alla richiesta di includere anche Finadin, Sai holding e Fondiaria Sai NL nella fusione, condizione non prevista dal piano originario.
Bologna è più possibilista sul resto. Propone pertanto una put (da controbilanciare con una call a favore di Unipol gruppo) con la quale il nuovo aggregato assicurativo potrebbe vendere a 5 anni la partecipazione in Unipol banca all’attuale prezzo di carico. Quanto al finanziamento convertendo di 225 milioni la compagnia emiliana si dice pronta ad offrirlo in opzione ai soci per evitare una loro ulteriore diluizione.
L’accettazione dell'”ultimatum”, per Unipol, dovrà avvenire entro lunedì prossimo. C’è inoltre un’ulteriore condizione, che potrà comunque essere soddisfatta anche successivamente. Quella che, in conformità alle richieste della Consob, i Ligresti rinuncino ad esercitare il recesso (sulle azioni possedute in Premafin) ed anche alla manleva di responsabilità offerta inizialmente da Unipol sulla loro gestione di Fonsai.

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