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Unioni civili, sprint del governo

Il governo accelera sulle unioni civili. Il decreto ponte con le istruzioni ai comuni per registrare le unioni tra persone dello stesso sesso, in attuazione della legge Cirinnà (legge n.76/2016), entrerà in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. È quanto prevede la versione definitiva del decreto controfirmata ieri dal ministro della giustizia, Andrea Orlando. L’esecutivo ha quindi cambiato idea rispetto alla versione originaria del testo che, non prevedendo alcuna regola ad hoc sull’entrata in vigore, avrebbe reso necessario attendere i canonici 15 giorni di vacatio legis dopo la pubblicazione in G.U. Del resto, era stato lo stesso Consiglio di stato, nel parere favorevole espresso giovedì sul dpcm (si veda ItaliaOggi del 22/7/2016) a prendere atto di come, «nonostante l’urgenza del provvedimento, si è mantenuto l’ordinario termine della vacatio legis». Una scelta che palazzo Spada imputava alla volontà da parte dell’esecutivo di mantenere un lasso temporale congruo «al fine di predisporre tutti gli adempimenti necessari al migliore avvio della nuova disciplina». La decisione del governo di tagliare la vacatio legis ha l’effetto pratico di accelerare i tempi per l’approvazione dei formulari che verranno utilizzati nella costituzione delle unioni civili. Sarà compito del ministero dell’interno codificare tali formule con un decreto ministeriale da emanare entro cinque giorni dall’entrata in vigore del dpcm. La decisione del governo di accelerare sull’entrata in vigore rende in discesa l’iter del decreto e la definitiva entrata a regime delle unioni civili. Anche perché, come anticipato dallo stesso Guardasigilli, il ministero di via Arenula intende anticipare anche l’approvazione dei dlgs attuativi «definitivi». La legge Cirinnà dà al governo sei mesi di tempo, ma Orlando ha dichiarato di voler inviare i testi in cdm entro la fine di luglio. Dopo l’entrata in vigore della legge Cirinnà (5 giugno), in assenza del decreto ponte, i comuni hanno, infatti, iniziato ad andare in ordine sparso. Alcuni hanno tenuto un atteggiamento attendista, altri, invece, si sono comunque portati avanti. È il caso di Castel San Pietro (Bo) dove domenica scorsa è stata costituita la prima unione civile, tra due donne.

Francesco Cerisano

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