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Unioni civili, si tratta sull’ipotesi affido Al Senato è battaglia di emendamenti

La partita sulle unioni civili entra nel vivo della discussione. Ieri sono stati presentati gli emendamenti (oltre 4.300) e tocca alla commissione Giustizia del Senato sciogliere i nodi e mediare. 
Una mediazione non facile. Da qualche parte nemmeno possibile. Il disegno di legge in discussione è il cosidetto testo Cirinnà e alcuni partiti, a cominciare dall’Ncd, parte della maggioranza, ritengono questo testo non votabile, semplicemente perché prevede la registrazione della coppia.
Ma in molti ritengono che si possa trovare una strada per arrivare all’approvazione. Il Partito democratico deve fare i conti al suo interno con l’anima cattolica e due sono i punti nodali da sciogliere. Un sistema di unione che a tanti appare troppo simile al matrimonio e la possibilità di adottare il figlio biologico del proprio partner.
Spiega Giorgio Tonini, senatore del Partito democratico: «Si sta cercando di riscrivere il testo mettendo in evidenza l’originalità dell’unione civile e togliendo il più possibile tutti i riferimenti al matrimonio, pur mantenendo integro il modello tedesco. Ora sono praticamente citati tutti gli articoli del codice civile che riguardano il matrimonio».
Non finisce qui. «C’è anche la step child adoption », dice ancora il senatore Tonini. E spiega: «Il testo ora prevede la possibilità di adottare il figlio biologico del compagno dello stesso sesso. Si sta pensando ci cambiare la parola adozione con quella di affido». Non sono cambiamenti da poco ma comunque assolutamente insufficienti per trovare un accordo di maggioranza.
Di questa pratica il Nuovo centrodestra non ne vuole sapere, in ogni caso. Dice il senatore Maurizio Sacconi: «Dietro all’adozione del figlio biologico c’è quasi sempre l’utero in affitto. Comunque noi questo testo non lo votiamo nemmeno se lo riscrivono o se tolgono la pensione di reversibilità. Per questo abbiamo presentato quasi 3 mila emendamenti, volutamente ostruzionistici». Carlo Giovanardi da solo ne ha presentati 282.
Sulla questione della reversibilità della previdenza ci sono divergenze notevoli fra i conti dell’Ncd e del Pd: Sacconi parla come minimo di 300 milioni di euro per 2 mila e 500 coppie, mentre il Pd tira fuori uno studio ufficiale dell’Inps che sostiene che nel 2025 il carico per le pensioni di reversibilità fra le coppie omosessuali non supererà i 6 milioni.
Ma la discussione prosegue. Ora davanti agli emendamenti spetterà al presidente Francesco Nitto Palma, FI, decidere la scaletta, non si escludono sedute notturne. La volontà di portare a casa questo testo sembra uniforme nel Pd.
Certo è che per poterlo approvare si dovrà creare una maggioranza fra Pd e il Movimento 5 Stelle con Sel. E per poter raggiunger l’unanimità bisognerà anche valutare la possibilità di scorporare o meno il titolo secondo della legge, quello che prevede i diritti per le coppie di fatto, siano etero o omosessuali. L’obiezione è che, grazie al titolo primo, gli omosessuali volendo possono approfittare delle unioni civili e gli eterosessuali sposarsi.
I diritti delle coppie di fatto sono molto meno forti rispetto a quelli previsti per le unioni civili alla tedesca. E di patrimoniale hanno soltanto la possibilità di un convivente di subentrare all’affitto dell’appartamento in caso di morte oppure il sostentamento del coniuge più debole.
Altri diritti sono quelli che, di fatto, già esistono, ovvero la possibilità di prestare al convivente l’ assistenza in ospedale o in carcere. Adesso, però, per poter vedere riconosciuti questi diritti bisogna fare diverse pratiche burocratiche.

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