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Unieuro si prepara per lo sbarco in Borsa

Il gruppo Unieuro si avvia verso la quotazione. Sono stati nominati in questi giorni i consulenti finanziari per lo sbarco in Borsa della catena di elettronica, gigante italiano del settore con ricavi per 1,4 miliardi che ha come azionista di riferimento il private equity Rhône Capital.
«La naturale evoluzione dell’attuale struttura azionaria – indica Giancarlo Nicosanti, amministratore delegato di Unieuro – potrebbe contemplare un processo di quotazione in Borsa della società alla luce della leadership di mercato e delle prospettive di crescita derivanti dal processo di consolidamento del settore, dove siamo protagonisti, e dallo sviluppo del modello di business multicanale fisico ed online. A questo riguardo Unieuro ha dato mandato a Banca Imi ed Unicredit, per esplorare possibili opzioni strategiche per il gruppo e gli azionisti». Con l’esercizio chiuso a febbraio 2015, Unieuro ha raggiunto 1,4 miliardi di ricavi nel settore dell’elettronica di consumo: si tratta del primo esercizio in cui sono consolidati i risultati di Sgm Distribuzione (con l’ex-catena Marco Polo) ed Unieuro acquisita da Dixons nel 2013.
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Carlo Festa

 

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Il possibile sbarco a Piazza Affari dovrebbe consentire a Unieuro di continuare a giocare un ruolo da protagonista nel consolidamento del mercato e al tempo stesso di proseguire nella crescita organica dei punti vendita, nello sviluppo del network tramite nuove aperture, nelle partnership con franchisees e nello sviluppo del canale on line.
«Ad esito del processo di integrazione con Marco Polo – continua Nicosanti – Unieuro si conferma come il primo operatore in Italia nella vendita di elettronica di consumo per numero di punti di vendita con oltre 440 unità di cui 180 centri a gestione diretta. Il fatturato consolidato ha raggiunto 1,4 miliardi, ma è ancora più rilevante sottolineare il risultato in termini di margine operativo lordo che si attesta a circa 60milioni grazie al successo dell’operazione di integrazione di Unieuro. Un livello di redditività, in termini relativi sul fatturato, che non ha uguali in Italia ed è tra i più elevati in Europa».
Intanto il mercato retail dell’elettronica di consumo, che in Italia vale circa 14 miliardi, ha ripreso a crescere nel suo complesso ed, in particolare, nel canale on line. «Ci aspettiamo che il mercato nei prossimi anni ritorni ai livelli pre-crisi del 2011, con un continuo consolidamento sul lato dell’offerta» indica Nicosanti.
In Italia ci sono soltanto due operatori che superano un miliardo di ricavi: Unieuro ed il gruppo Mediaworld. Il 50% del mercato è rappresentato da soggetti con un fatturato di poco superiore a 100 milioni.
Quindi il settore della grande distribuzione elettronica è destinato ad un ulteriore consolidamento ed Unieuro punta a continuare il processo di concentrazione iniziato.
«L’obiettivo è raddoppiare la dimensione del nostro business nell’arco di cinque anni con una crescita costante della marginalità grazie all’ulteriore miglioramento della vecchia Unieuro, alle economie di scala e alla leva operativa. Unieuro sta continuando a guadagnare quote di mercato con la crescita organica dei negozi a parità di perimetro, pari a circa il 4% negli ultimi 12 mesi, e con la crescita a doppia cifra del canale on line, dove siamo fortemente presenti con la nostra piattaforma web. Infine ci sono altri volani come l’apertura di nuovi punti vendita a gestione diretta e lo sviluppo del network in franchising. Abbiamo come management un track record unico nella capacità di integrazione e creazione di valore da acquisizioni sia che si tratti di grandi operazioni da centinaia di punti vendita (come nel caso di Unieuro) sia di piccole catene come il recente acquisto degli 8 punti di vendita Dixons in centri di traffico come gli aeroporti più importanti d’Italia. E lo abbiamo dimostrato, integrando circa 150 negozi nel corso degli anni e razionalizzando quelli che non funzionavano bene» dice Nicosanti.

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