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Unicredit, Vita apre all’ipotesi «banca italiana»

Torna in Unicredit il tema «banca italiana», cioè la separazione delle attività bancarie nel Paese dalle funzioni di holding, come già in Germania, Austria o Polonia. È stato ieri il presidente Giuseppe Vita a riproporre l’argomento, sebbene abbia escluso che ci siano cantieri aperti: «Oggi abbiamo un ibrido, una holding che deve badare a tutte le partecipate europee» mentre «così come abbiamo una Unicredit tedesca, polacca, austriaca, sarebbe giusto ce ne fosse anche una per l’Italia; Senonché ci sono rigidità burocratiche, amministrative e fiscali che per ora non ci consentono di farla. Sarebbe logico farla, non so se è un desiderio particolare di qualche fondazione», come Cariverona e Carimonte, «è un desiderio anche mio». Già nel 2009 quando vennero fuse Banca di Roma, Banco di Sicilia e Unicredit Banca si esaminò l’ipotesi di una legal entity italiana. Il tema è stato ripreso di recente quando è stato formato il nuovo consiglio eletto a maggio, ma è stato accantonato per i forti problemi fiscali, che peserebbero per centinaia di milioni. Una banca italiana consentirebbe inoltre di fare spazio nella governance alle fondazioni minori che rischiano di restare fuori dalla guida della holding, schiacciate tra la riduzione dei posti in consiglio e la presenza di soci esteri forti: Aabar, fondo sovrano di Abu Dhabi, ha il 6,5%, il fondo anglo-russo Pamplona il 5%, Blackrock il 3%, a fronte di un 13% delle Fondazioni.
L’esternazione di Vita (che è anche nel board di Rcs, casa editrice del Corriere della Sera) avviene a ridosso della riunione di domani del comitato nomine sulla cooptazione in consiglio del rappresentante di Aabar dopo le dimissioni del vicepresidente Khadem Al Qubaisi, numero uno del fondo: «Si farà se arrivano tutte le carte già nei prossimi giorni, l’iter è complicato», ha detto Vita. Il sostituto potrebbe essere Mohamed Al-Husseiny, capo operativo di Aabar, che in Unicredit esprime anche Luca Cordero di Montezemolo. Invece l’incontro con le Fondazioni previsto in origine per oggi è rinviato.

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