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«UniCredit valuta le opportunità nell’Europa dell’Est»

«È un momento di trasformazione importante in tutti i paesi dell’Est Europa, noi siamo in una posizione di solidità patrimoniale e ovviamente siamo pronti ad analizzare opportunità che possano emergere. Ovviamente non ovunque, ma nei paesi nei quali noi pensiamo ci sia la crescita maggiore, come nel vecchio piano aziendale era stata concentrata in Repubblica ceca, Polonia, Turchia e a suo tempo la Russia, ma ora lì siamo in posizione di difesa della nostra posizione in attesa di ulteriori sviluppi». Così Carlo Vivaldi, 48 anni, responsabile per la Cee di UniCredit, spiega la strategia del gruppo nell’area.
Ci sono dei vostri concorrenti che stanno facendo delevereging nell’Europa centro-orientale mentre voi avete aumentato di 250 milioni di dollari la capitalizzazione della vostra banca in Ucraina. Questo vi dà delle opportunità di crescita nella Cee?
L’aumento di capitale che abbiamo fatto in Ucraina è stato di 250 milioni di dollari più 250 milioni di dollari però abbiamo mantenuta costante la nostra esposizione. L’esposizione è data in genere da capitale più funding e noi abbiamo trasformato il funding in capitale oppure cancellato funding, un modo tecnico per dire che la nostra esposizione è la stessa però c’è più capitale. Non è fatto per cogliere più opportunità di lending ma è fatto per rafforzare la banca e soprattutto per dare un segnale positivo ai nostri depositanti, quindi per mantenere la liquidità della banca ed eventualmente attrarne dell’altra. In questo momento il nostro focus è difendere il valore dell’asset.
Avete in programma un piano sul digital banking?
Il digital banking è una trasformazione che ha già intaccato altre industrie come l’industria della musica, i giornali e adesso sta arrivando anche alle banche. Quindi occorre trasformarci prima di essere trasformati da altri è un dovere e anche un’opportunità perché la trasformazione sicuramente fa migliorare l’ammontare di costi ma crea anche opportunità di ricavo perché il cliente ha molti più punti di contatto con la banca. Per noi investire nel trasformare la nostra piattaforma e adeguare la nostra capacità di approcciare il cliente in un modo completamente diverso e in più modalità mantenendo il livello di servizio e l’esperienza del cliente è un obiettivo importante.
Il geopolitical mix nella Cee è stato importante anche questa volta? 
Sì, è provato dai fatti che in tutti questi anni la divisione ha continuato ad essere importante per il gruppo pur avendo paesi che non sono andati bene come gli altri: in questo momento Russia e Ucraina come paesi non stanno andando bene, la banca in Ucraina ha delle perdite, mentre la banca in Russia continua ad avere dei profitti. Non solo la dispersione geografica ma anche il tipo di business delle nostre banche ha fatto premio.

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