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Unicredit, utili a quota 1,4 miliardi

Nel giorno dei conti gennaio-marzo chiusi con 1,4 miliardi di utili, +24,7%, oltre le attese del mercato e secondo trimestre di fila più alto degli ultimi dieci anni, l’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, difende la scelta a sorpresa di cedere gran parte della quota di Fineco. «La plusvalenza fatta vale 17 anni di dividendi. E questa non sarebbe una ragione sufficiente? Quanto raccolto servirà a sostenere l’economia reale, soprattutto italiana, quindi questo è un bene per l’Italia, per Fineco e per Unicredit». C’è un altro 18% ancora in portafoglio ma sull’eventuale cessione la banca deciderà «senza pressione».

La mossa su Fineco è stata un anticipo della strategia che sarà delineata nel nuovo piano industriale in arrivo a dicembre. E che in Italia prevede di crescere organicamente, cioè senza acquisizioni. L’altra gamba della nuova strategia — «tutte condivise dal consiglio», ha sottolineato il presidente Fabrizio Saccomanni — è la riduzione graduale dei Btp in portafoglio (il gruppo ne ha per 54 miliardi su 113 miliardi totali investiti in bond sovrani), portandoli a scadenza. Proprio la massa di Btp in pancia è stata considerata dagli analisti uno degli ostacoli alla potenziale fusione con la tedesca Commerzbank. Ma Mustier ha tagliato corto: «Non commentiamo mai rumors e speculazioni, ma ritengo che le fusioni e in particolare le fusioni transfrontaliere siano molto difficili da realizzare».

Piano a dicembre

Nuovo piano industriale in arrivo a dicembre, in Italia crescita organica

Circa i conti — accolti dal mercato con una frenata del 2% circa — il balzo negli utili è legato anche alla chiusura della transazione con il governo Usa sulla multa per la violazione dell’embargo con l’Iran: il rilascio di parte degli accantonamenti, insieme con la cessione di attività immobiliari, ha dato una spinta all’utile netto. L’utile netto senza le componenti straordinarie è stato di 1,1 miliardi (+1,5%).

Il portafoglio

L’altra gamba della nuova strategia sarà la riduzione graduale dei Btp in portafoglio

Le esposizioni creditizie deteriorate lorde sono calate a 37,6 miliardi nel primo trimestre da 38,2 miliardi nel quarto trimestre 2018. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti del gruppo è diminuito al 7,6%, con un «solido» tasso di copertura del 61,8%.

La banca ha confermato il target di rendimento (RoTe) del 9% per l’intero 2019, anche se vede in «rallentamento» l’attività economica nell’Eurozona «a causa della contrazione del commercio mondiale. Le tensioni protezionistiche, un rallentamento dell’economica cinese e l’incertezza legata alla Brexit hanno infatti penalizzato i flussi commerciali. La tenuta della domanda domestica sosterrà, comunque, una continuazione della fase di ripresa. Il livello dei tassi di interesse resterà basso e la liquidità ancora elevata». Un primo effetto si è visto sui ricavi del trimestre, pari a 5,0 miliardi, in calo del 3% su un anno fa ma in aumento del 2,1% sul trimestre precedente, «principalmente a causa del difficile scenario di mercato. Il target dei ricavi per l’intero anno «è confermato a 19,8 miliardi».

Fabrizio Massaro

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