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UniCredit, utili per 3,2 miliardi Mustier rivede i target sui ricavi

I conti sotto le attese penalizzano in Borsa Unicredit. Non bastano gli utili balzati a 1,85 miliardi (+81%) nel secondo trimestre con la cessione di Fineco, ad arginare le perdite a Piazza Affari. La settimana si preannuncia con turbolenze per il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier, dopo che ieri la seduta si è chiusa con il segno negativo: -4,94% sotto la soglia dei 10 euro.

I dati presentati ieri sono infatti sotto le stime degli analisti con ricavi e margini inferiori alle attese: gli analisti si attendevano 2,1 miliardi di utili rispetto agli 1,85 archiviati, mentre le aspettative sui ricavi erano di 4,7 miliardi rispetto ai 4,5 miliardi indicati ieri. A pesare anche le maggiori rettifiche su crediti e la perdita legata a una dismissione, quella relativa all’impianto eolico di Ocean Breeze in Germania. Inoltre il contesto di tassi bassi, che si riflette sui margini d’interesse, ha portato l’istituto di piazza Gae Aulenti a ridurre la guidance dei ricavi per il 2019 da 19 miliardi a 18,7 miliardi.

Resta da capire se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: l’istituto ha pur sempre archiviato un utile importante da 3,2 miliardi. Infatti l’Ad Jean Pierre Mustier, presentando i dati semestrali, ha ribadito il percorso virtuoso realizzato dalla banca. UniCredit ha confermato l’obiettivo di un utile netto rettificato di 4,7 miliardi di euro (su appunto ricavi per 18,7 miliardi), al quale si applicherà il pagamento di dividendi del 30%.

La conferma della guidance è legata anche ad aspettative su un «tax rate» minore nella seconda parte dell’anno. Inoltre l’attività commerciale dell’istituto tiene, malgrado il periodo congiunturale non certo positivo.Infine, il nuovo piano di Unicredit (che resterà quotata a Milano – ha spiegato Mustier – malgrado il progetto di sub-holding nel quale raccogliere le partecipazionie estere) sarà presentato a dicembre e, come nel caso del piano Transform 2019 , punterà sempre sulla crescita organica. «I risultati ottenuti negli ultimi tre anni forniscono una solida base su cui sviluppare il nostro prossimo piano. Abbiamo compiuto buoni progressi sulle misure finanziarie annunciate lo scorso trimestre, sulla base delle quali prepariamo la nuova strategia commerciale che presenteremo al capital markets day di dicembre» conferma l’Ad Mustier. Per poi tornare sul punto dolente: «In un contesto come quello attuale, con tassi di interesse più bassi per un periodo più lungo di quello previsto, abbiamo deciso di modificare la nostra guidance sui ricavi dell’esercizio 2019 da 19 miliardi di euro a 18,7 miliardi di euro».

Il bilancio presentato ieri mostra gli effetti della razionalizzazione di gruppo. A livello di semestre la banca ha archiviato 3,2 miliardi di utili (+51%) dopo componenti eccezionali per 825 milioni , anche con la cessione del 17% di Fineco. Ma resta da capire come sarà centrato l’obiettivo di utile a 4,7 miliardi in un contesto di ricavi rivisti al ribasso.

Il focus è sulla razionalizzazione dei costi e sull’efficienza in un settore, come quello bancario, dove è sempre più difficile crescere in modo organico. Già nei dati presentati, il contenimento dei costi (-4,4% su base annua) è stato superiore a quanto atteso. Per quanto riguarda le misure sul personale, Mustier non ha commentato i rumors relativi a 10mila esuberi nel prossimo piano e ha indicato che se ci saranno tagli verranno attuati in maniera socialmente responsabile e ricorda che ogni anno nel gruppo c’è un turn over naturale di 2.500 uscite.

L’attenzione degli operatori comunque è già proiettata verso il piano industriale che il management presenterà a dicembre: un piano triennale che, come confermato dall’Ad, potrebbe essere presentato a Milano e non più a Londra, nel caso di scenario negativo per la Brexit.

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