Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

UniCredit, utile a un miliardo

Utili per 204 milioni nel terzo trimestre di UniCredit, che nei primi nove mesi dell’anno ha continuato ad accantonare l’occorrente per distribuire ai soci la stessa cedola del 2012, vale a dire nove centesimi. Il responso si avrà solo a fine anno, ha detto ieri il ceo Federico Ghizzoni, ma intanto la trimestrale approvata dal gruppo porta a un miliardo i profitti da gennaio, dunque in linea con le attese degli analisti (anche se in calo del 28,5% sullo stesso periodo del 2012).
«Il trimestre è stato impegnativo», ha detto Ghizzoni, «e per questo siamo soddisfatti di aver raggiunto comunque un risultato positivo». Le difficoltà, come previsto, continuano a essere determinate dal contesto economico in cui opera il gruppo, caratterizzato da alcuni Paesi in cui la crescita resta solida – la Polonia, Russia, la Turchia e la Repubblica Ceca –, da una Germania alle prese con un vero e proprio eccesso di liquidità tra le imprese («Nel trimestre la domanda di credito a breve è crollata») e un’Italia in cui il fardello più pesante resta quello dei crediti deteriorati, ancora in aumento seppur in frenata.
La trimestrale è stata approvata nel pomeriggio dal board e diffusa a mercati chiusi, ma tutti i conti saranno resi noti soltanto stamattina durante la conference call con gli analisti. Tra le anticipazioni di ieri, anche il risultato netto della banca in Italia, negativo di 165 milioni nel corso del trimestre: è l’effetto di 1,1 miliardi di accantonamenti sui crediti, sugli stessi livelli dello scorso anno, capaci di assorbire interamente i 945 milioni di margine operativo lordo accumulato nel trimestre. Se non fosse per il costo del rischio, quindi, la performance sarebbe ampiamente positiva, confermata peraltro dal fatto che «nei primi nove mesi dell’anno abbiamo concesso nuove linee per un importo superiore del 15,5% sullo stesso periodo del 2012», ha sottolineato Ghizzoni. In pratica, è il messaggio, l’Italia resta in rosso ma forse qualcosa sta cambiando – non a caso i ricavi nel trimestre sono aumentati dello 0,4% – e se la congiuntura, come prevede l’ufficio studi del gruppo, confermerà il ritorno alla crescita nel quarto trimestre del 2013 e poi nel 2014 (per cui ci si attende un Pil in aumento dello 0,6%) anche sul fronte della redditività potrà tornare a dare il suo contributo.
Restando al 2013, l’obiettivo resta quello di confermare in Italia gli stessi accantonamenti del 2012, al netto dei 2 miliardi extra decisi nell’ultimo quarter dell’anno scorso: «Inerzialmente – ha detto Ghizzoni – stiamo andando in questa direzione ma è chiaro che l’Asset quality review da parte della Bce e le ispezioni di Banca d’Italia ancora in corso potrebbero richiedere sforzi aggiuntivi in termini di accantonamenti», e l’impressione è che sono questi i fronti su cui si potrebbe decidere l’ammontare della cedola 2013.
Per quanto riguarda i requisiti patrimoniali, al 30 settembre il Core Tier 1 ratio del gruppo si collocava all’11,71%, e il Common Equity Tier 1 ratio al 9,83%, già in linea con Basilea 3. Sul versante della liquidità, le ultime quattro emissioni con durate variabili da 5 a 12 anni hanno consentito di portare la copertura del funding plan 2013 all’84%, mentre il rimborso dei fondi ottenuti dalla Bce nell’ambito degli Ltro di due anni procede senza fretta: dopo i 2 miliardi versati a giugno, nei giorni scorsi ne è stato restituito un altro a Francoforte; «in futuro UniCredit valuterà l’opportunità di procedere a ulteriori rimborsi anticipati», si legge nella nota diffusa ieri, «tenendo conto di vari fattori, tra cui le condizioni di mercato»: alla scadenza, infatti, manca ancora più di un anno e con il ritocco dei tassi deciso la settimana scorsa dalla Bce il costo per interessi dei 23 miliardi ancora in pancia a UniCredit scenderà di 55 milioni se si deciderà di mantenerli fino alla scadenza.
Si naviga a vista anche per le quote Bankitalia. Con la valutazione compresa tra i 5 e i 7,5 miliardi del capitale prevista dalla relazione inviata al Mef, UniCredit azzarda una prima ipotesi di impatto positivo sul proprio capitale pari a 15-20 punti base, ma per ora nessun beneficio è stato messo a bilancio dal gruppo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa