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UniCredit, Uccmb potrebbe slittare al 2015

Il traguardo ormai non sembra più in discussione, tuttavia la dirittura d’arrivo si sta rivelando più lunga del previsto. Così ieri il ceo di UniCredit, Federico Ghizzoni, ha detto che la cessione della controllata Uccmb potrebbe sconfinare anche al 2015.
«Stiamo continuando a discutere con progressi ogni giorno», ha detto il manager a proposito della trattativa con Fortress e Prelios per la banca specializzata nella gestione dei crediti problematici. «Non so se entro l’anno o meno, ma sono fiducioso che si concluda positivamente», ha aggiunto Ghizzoni. «Stiamo discutendo a livello di dettagli, anche se sempre importanti», ha spiegato: in effetti, definito ormai il perimetro dell’operazione – sul mercato finirà la piattaforma di gestione e un portafoglio di 2,5 miliardi di sofferenze – starebbe proseguendo il confronto sul prezzo; stando ai rumors, in totale la cessione dovrebbe comportare per UniCredit un incasso vicino ai 550 milioni, con un effetto positivo di 15 punti base sul Core Tier 1, tuttavia sembrerebbe più impegnativa del previsto la trattativa intorno al prezzo per il contratto che legherà le due società. Lo stesso messaggio è stato ribadito nel corso di un incontro che si è svolto sempre ieri con le rappresentanze sindacali di Uccmb.
Certo la gestione dei crediti resta una delle priorità per UniCredit (sempre molto attenta a valutare possibili cessioni di portafogli di npl). Un fronte da cui gli analisti di Jp Morgan si attendono riscontri positivi: per questo la banca d’affari ha confermato il giudizio overweight sul titolo e il prezzo obiettivo a 7,90 euro.
Ieri il consigliere delegato di UniCredit ha parlato anche dell’Italia e delle prossime mosse della Bce: nel primo caso, il calo del Pil italiano nel terzo trimestre «era atteso» e quindi «almeno non è una sorpresa». Per il 2015, invece, le previsioni del gruppo sono di una «piccola ripresa, intorno allo 0,5%». «Qualche presupposto di ripresa secondo me c’è – ha proseguito Ghizzoni – i tassi sono bassi, l’euro è più debole, il prezzo dell’energia sta scendendo e ci sono riforme in arrivo come quella sul lavoro e la legge di stabilità». Per quanto riguarda invece Francoforte, il manager non si aspetta che la Bce possa decidere nuove misure straordinarie nella riunione di domani: «Non credo ci saranno decisioni importanti prima di fine anno».

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