Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Unicredit, il trimestre torna in utile. Mustier insiste: niente risiko

Risultati positivi nel secondo trimestre dell’anno che tuttavia non ribaltano le perdite dei primi tre mesi del 2020. Questi, i numeri chiave dei conti semestrali di Unicredit, secondo gruppo bancario del Paese, che ieri ha presentato il bilancio di metà esercizio. UniCredit ha chiuso infatti il secondo trimestre del 2020 con un utile netto di 420 milioni, valore in calo del 77,4% rispetto allo stesso periodo del 2019 ma al di sopra dei 347 milioni attesi dal «consensus», l’opinione media dei 19 analisti che seguono la banca. L’utile netto «sottostante» si è attestato a 500 milioni (da 1 miliardo dell’anno precedente), «con tutte le divisioni che tornano alla redditività, con l’eccezione di Commercial Banking Austria», recita una nota.

Grazie a questi risultati del periodo aprile-giugno, nel semestre la perdita si riduce e si attesta a 2,28 miliardi di euro, dopo il rosso da 2,7 miliardi registrato nel primo trimestre dell’anno. Nel dettaglio del periodo aprile-giugno, il margine di intermediazione scende del 7,7% a 4,2 miliardi (-7,9% a 8,5 nel semestre), con un margine di interesse in calo del 4,5% a 2,4 miliardi (-3,1% a 4,9 nei sei mesi) e commissioni nette giù dell’11,8% a 1,4 miliardi (-3,4% a 3 miliardi da gennaio a giugno). Si riducono dello 0,2% a 2,4 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income salito al 58,6% (al 57,7% nel semestre). Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 è cresciuto di 41 punti base rispetto a marzo scorso raggiungendo il 13,85%, con un margine in eccesso (buffer) di 481 punti base rispetto ai requisiti regolamentari.

A fronte di questi risultato i ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier ha confermato le linee guida del piano triennale al 2023 e l’obiettivo nel 2021 di un utile compreso fra i 3 e i 3,5 miliardi di euro.

La guidance

Il gruppo conferma la guidance al 2021 con un utile netto tra 3 e 3,5 miliardi di euro

«Come annunciato in precedenza, ci siamo impegnati a ripristinare la nostra politica di distribuzione del capitale» del piano industriale Team 23 «nel 2021 a partire dall’anno 2020, inclusa la graduale restituzione del capitale in eccesso agli azionisti», ha sottolineato l’ad della banca. Il gruppo, come già annunciato, rispetterà le raccomandazioni della Bce sui dividendi 2020 e non pagherà cedole, né effettuerà riacquisti di azioni proprie nell’anno in corso.

Unicredit conferma poi la propria linea strategica che non prevede fusioni e acquisizioni. «Abbiamo una forte posizione di capitale e preferiamo il riacquisto di azioni proprie, che non presenta rischi di esecuzione», ha dichiarato Mustier. Il banchiere non ha voluto commentare l’operazione fra Intesa Sanpaolo e Ubi, se non dicendo che «l’Italia ha bisogno di grandi banche e noi lo siamo». Il gruppo, ha concluso il manager, conferma il piano al 2023, ma lo aggiornerà nel primo trimestre del 2021. Sul fronte della lotta alla pandemia da Coronavirus, infine, «UniCredit è impegnata ad essere parte della soluzione e per tutto il secondo trimestre abbiamo operato in stretta collaborazione con i governi di tutti i Paesi in cui siamo presenti per fornire prestiti garantiti e offrire moratoria per un totale di oltre 41 miliardi», ha concluso Mustier. Ieri il titolo Unicredit in Piazza Affari ha perso il 3,87%.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa