Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Unicredit teme il bail-in

Pesante tonfo a Piazza Affari per Unicredit, che ha lasciato sul terreno il 5,45% a 26,20 euro con volumi consistenti: è passato di mano quasi il 2% del capitale. A tormentare il mercato, prima che a borsa ormai chiusa venissero comunicate le stime di una perdita netta 2016 pari a 11,8 miliardi di euro e svalutazioni aggiuntive per un miliardo, sono stati i dubbi sollevati dalla Bce e le richieste fatte alla banca.
Oltre ai rischi legati agli esiti della ricapitalizzazione.

Mentre si avvicina la data di avvio del maxi aumento di capitale da 13 miliardi, ipotizzata per il 6 febbraio, l’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha dato il via ad alcuni adempimenti propedeutici. Tra questi, la pubblicazione del documento di registrazione approvato dalla Consob. Un tomo di 1.049 pagine che, assieme alla nota informativa e di sintesi ancora da pubblicare, costituisce il materiale da fornire ad azionisti e investitori per valutare l’opportunità di sottoscrivere l’aumento.

Dal documento emerge che l’Eurotower ha richiesto a Unicredit di presentare entro il 28 febbraio «una strategia in materia di crediti deteriorati, supportata da un piano operativo per affrontare la tematica dell’elevato livello (di Npl, ndr)». Inoltre si segnala il rischio che non siano sufficienti le azioni di rafforzamento patrimoniale previste dal nuovo piano strategico, che prevede di garantire la solidità dell’istituto attraverso le cessioni, in parte già effettuate, di una serie di asset e con il macroscopico aumento di capitale. «Sebbene le azioni poste alla base del piano strategico siano finalizzate, tra l’altro, a mitigare i profili di debolezza del gruppo Unicredit, evidenziati anche dalla Bce all’esito dello Srep 2016, alla data del documento di registrazione sussiste il rischio che le azioni del piano strategico non siano in grado di fronteggiare adeguatamente i profili di debolezza riscontrati dalla Bce».

L’istituto di piazza Gae Aulenti segnala inoltre che la mancata sottoscrizione, o la sottoscrizione parziale dell’aumento, determinerebbe, in assenza di ulteriori interventi di rafforzamento patrimoniale adeguati a far fronte agli assorbimenti di capitale generati dalle azioni del piano strategico, «significativi impatti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo stesso fino a compromettere la sussistenza dei presupposti per la continuità aziendale». Ciò potrebbe portare a interventi anche invasivi, compreso il bail-in.

Il documento è aggiornato per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali attesi della banca al 31 dicembre scorso. In particolare, il Cet 1 è atteso a circa l’8%, al di sotto del 10% indicato dalla Bce e anche dell’8,75% prescritto dalla banca centrale per il 2017. La stima della perdita netta per l’anno scorso è di circa 11,8 miliardi di euro. Rettificato dalle poste non ricorrenti, il risultato «sarebbe stato positivo». I risultati definitivi 2016 saranno esaminati dal cda fissato per il 9 febbraio, mentre domani il board si riunirà per definire prezzo e termini dell’aumento di capitale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa