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UniCredit, summit sulla presidenza

di Marco Ferrando e Marigia Mangano

Mentre UniCredit «sta procedendo nelle verifiche su potenziali candidati alla presidenza», come ha detto martedì l'ad, Federico Ghizzoni, durante la conferenza stampa dedicata ai conti del quarto trimestre 2011, proseguono gli incontri tra i grandi azionisti per definire il riassetto della governance di piazza Cordusio, un percorso proseguito ieri con una rinuione
tra le fondazioni che hanno in mano le quote più significative della banca, cioè Fondazione Crt (socio con il 3,84%), CariVerona (3,53%) e Carimonte (2,99%).
Sì, perché se da una parte c'è da individuare una rosa di nomi tra i quali gli azionisti dovranno scegliere il presidente, in parallelo prosegue il confronto sul futuro assetto del cda della banca, che dai 23 attuali componenti scenderà probabilmente a 19, con la conseguenza di dover redistribuire tra i singoli azionisti il diritto a vedersi rappresentati in seno al consiglio. Intorno ai negoziati la discrezione resta massima, ma da quanto si apprende il vertice di ieri si sarebbe svolto a Bologna e avrebbe riguardato i nuovi equilibri all'interno del consiglio di amministrazione, dove – a maggior ragione dopo l'aumento di capitale che ha visto crescere il peso dei grandi azionisti stranieri e di quelli privati italiani – a rischiare di più sono Manodori, Banco di Sicilia, CrTrieste e Cassamarca, fino a ieri titolari di un rappresentante a testa. Proprio questo punto è stato al centro del confronto di ieri, una riunione durante la quale si sarebbe formulata un'ipotesi che già la settimana prossima, nel corso di un ulteriore incontro che dovrebbe essere convocato per lunedì, sarà sottoposta dalle tre grandi fondazioni ai «cugini» minori. Dopo Pasqua, invece, dovrebbe essere la volta di un vertice plenario con tutti gli azionisti italiani, compresi quelli nuovi entrati con l'aumento, come Francesco Gaetano Caltagirone e Diego della Valle: in questo caso, la data individuata sembra quella dell'11 aprile, un mese esatto prima dell'assemblea ma soprattutto quattro giorni prima del termine fissato per la presentazione delle liste, dunque è probabile che in quel contesto si tenterà di chiudere il cerchio intorno al nome del nuovo presidente.
Un nome che per il momento resta solo al centro dei contatti informali tra gli azionisti ma per cautela non viene posto sul tavolo degli incontri. Su questo fronte, com'è noto, è attivo
anche il consulennte Egon Zehnder international, e proprio ieri la società di head hunting ha seccamente smentito la presenza di conflitti di interesse ventilata da alcuni concorrenti. Su incarico di Piazza Cordusio, la società ha individuato una rosa di possibili candidati (i nomi restano quelli circolati nelle settimane scorse, da Gian Maria Gros-Pietro a Giuseppe Vita), che negli ultimi giorni sono ancora stati oggetto di ripetuti contatti da parte della squadra di "cacciatori" di Egon Zehnder.

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