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UniCredit, sul tavolo 4 nomi per il vertice. Il risiko bancario e la risalita del titolo

Una figura commerciale per far crescere la banca sotto il profilo del conto economico, non più dal punto di vista patrimoniale, ormai solido. È il nodo dell’avanzamento del business — che quest’anno chiuderà il forte perdita anche per le svalutazioni legate al Covid — quello su cui i consiglieri di UniCredit e gli azionisti stanno ragionando per individuare il successore di Jean Pierre Mustier. La spinta commerciale per far tornare la banca a guadagnare e ad affrontare la concorrenza interna con Intesa Sanpaolo sarà il punto cruciale per valutare i candidati. La terna su cui il cacciatore di teste Spencer Stuart e il comitato nomine guidato da Stefano Micossi con il presidente designato Pier Carlo Padoan vedrebbe Andrea Orcel, l’ex ceo di Ubs, che però susciterebbe dei dubbi presso alcuni soci in quanto più investment banker, Fabio Gallia, dg di Fincantieri e già ceo di Cdp e di Bnl-Bnp Paribas, e Flavio Valeri, ex ceo Deutsche Bank. Gli ultimi due hanno un profilo più netto di banchieri commerciali. Ci sarebbe poi anche un candidato interno, Carlo Vivaldi. Da questo punto di vista l’operazione in cantiere di fusione con Mps è in secondo piano, in attesa del capitale plan: in UniCredit sembrano orientati a una fusione solo con una dote seria che non bruci capitale. I tempi sono confermati: entro il 10 febbraio al board sui conti. Intanto il titolo ieri è risalito, del 4,19% tra ricoperture e attese per una stretta sul ceo. (f.mas.)

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