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UniCredit studia la cessione del 10-15% di Fineco

Il dossier della controllata Fineco Bank torna sul tavolo di UniCredit. A quanto risulta al Sole 24Ore, la banca guidata da Jean Pierre Mustier starebbe valutando di mettere sul mercato una quota del capitale della propria banca multicanale tramite vendita accelerata.

L’operazione, che dovrebbe essere approvata dal cda in calendario domani – in occasione del quale saranno anche validati i conti del trimestre -, prevederebbe a stretto giro la messa in vendita di una quota significativa della realtà attiva anche nel digital banking: a quanto risulta da fonti di mercato, la quota potrebbe aggirarsi tra il 10-15 per cento. Interpellata sul tema, UniCredit non ha rilasciato alcun commento.

L’operazione seguirebbe la doppia mossa di cessione di una quota relativa a FinecoBank avvenuta negli anni scorsi: nel 2016, in particolare, quando era stato effettuato un accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 121,4 milioni di azioni ordinarie detenute in FinecoBank – corrispondenti al 20% del capitale azionario – al prezzo di 4,55 per azione. All’epoca il corrispettivo complessivo era stato pari a circa 552 milioni.Il collocamento si era andato ad aggiungere a quello avvenuto a luglio per un altro 10% e che aveva portato il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier a ridurre la quota detenuta in Fineco al 35% del capitale.

Oggi l’ulteriore vendita di una quota di FinecoBank avrebbe senso per l’incasso potenziale che verrebbe generato: il titolo Fineco viaggia non lontano dai massimi storici, attorno a quota 11 euro e capitalizza circa 6,77 miliardi. Un livello che consentirebbe a UniCredit di monetizzare un’importante plusvalenza e puntellare il capitale in maniera significativa. Va detto, d’altra parte, che per la banca di Piazza Gae Aulenti la presenza in Fineco rappresenta un’importante fonte di redditività, che verrebbe di conseguenza ridimensionata. Lo scorso aprile l’assemblea degli azionisti della banca multicanale ha approvato il bilancio 2018,chiusosi con un utile netto che sfiora i 229 milioni di euro. Ai soci è stato distribuito un dividendo unitario da 0,303 euro per azione, che è stato peraltro pagato proprio qualche giorno fa, il 25 aprile. La raccolta del gruppo Fineco continua ad ottenere risultati positivi. Lo scorso anno la banca guidata da Alessandro Foti ha registrato una raccolta netta di 6,2 miliardi. E nei primi tre mesi del 2019 questa si è attestata a 1,71 miliardi di euro, in rialzo del 3% rispetto allo stesso periodo 2018. In particolare, in marzo, secondo i dati Assoreti Fineco ha sorpassato Banca Generali e si è collocata al secondo posto (dietro Fideuram) con un flusso mensile di 685, 5 milioni.

L’operazione Fineco, se portata a termine, si aggiungerebbe ad altri dossier “caldi” che rimangono sul tavolo del ceo Mustier. A partire da quello relativo la vendita di asset immobiliari in Germania per circa un miliardo di euro. L’operazione nasceva in seguito alla svalutazione della partecipata turca Yapi Kredi per 846 milioni di euro. Altra cessione di asset in esame è quella relativa all’Austria, dove è in vendita la divisione carte di credito della controllata Bank Austria, valutata circa 400 milioni. Nelle scorse settimane si è invece chiusa invece la questione relativa alle sanzioni statunitensi per aver effettuato transazioni con l’Iran: nonostante la multa da 1,2 miliardi, UniCredit ha registrato un impatto positivo sul conto economico, al netto delle tasse, pari a circa 300 milioni di euro, complici gli extra-accantomenti effettuati.

Luca Davi

Carlo Festa

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