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UniCredit, stretta finale sul nuovo board

Servirà ancora qualche giorno per definire la lista di maggioranza per il rinnovo del cda di UniCredit, quella da cui usciranno 16 dei 17 consiglieri e che quindi darà il volto al nuovo board della banca. Il termine per il deposito è fissato al 17 aprile prossimo, e – come d’abitudine per tutti i rinnovi – si utilizzeranno tutti o quasi i giorni a disposizione per costruire il mosaico.
Come anticipato da Il Sole 24 Ore, ieri a Milano si sono riuniti i comitati, in vista del board di giovedì prossimo. Tra questi anche il comitato governance, che però non ha discusso di nomi – la scelta spetta agli azionisti – ma piuttosto delle modifiche ai regolamenti interni rese necessarie dalle nuove disposizioni della Vigilanza e dalla scelta di ridurre il board da 19 a 17 componenti: in vista del rinnovo vanno ripensati le composizioni dei comitati e il loro funzionamento (a coordinarli dovrà essere un indipendente e non più il presidente del cda), pertanto ieri il comitato ha discusso le modifiche in vista del voto che spetterà al consiglio uscente. Della listona si è parlato solo informalmente, a margine dei comitati: in queste settimane è il presidente Giuseppe Vita insieme al vice Vincenzo Calandra Buonaura a tenere i rapporti con gli azionisti e a differenza del passato non sono previsti incontri tra i grandi soci (in particolare tra le Fondazioni, alcune delle quali si sarebbero trovate in parte spiazzate), tuttavia ieri qualche elemento sarebbe emerso. La lista sembra ormai fatta per almeno tre quarti, comprese le quote rosa: le donne in consiglio saliranno da quattro a sei, con l’ingresso di un’indipendente tedesca, un’imprenditrice lombarda e – con ogni probabilità – di Paola Vezzani, docente all’università di Modena e Reggio. Resterebbe ancora da trovare, invece, la quadra sulle vicepresidenze: oggi sono quattro, la volontà sarebbe quella di ridurle ma non è detto che alla fine non si opti per mantenere l’attuale assetto. Che favorirebbe l’accordo sui nomi anche con CariVerona: il primo azionista italiano, unico socio a non aver ancora sciolto le riserve, si ritroverebbe assicurata la vice presidenza di Candido Fois (che resterebbe l’uomo di Biasi in cda), sancendo la definitiva rappacificazione tra i grandi soci dopo i progetti – ventilati nei mesi scorsi ma ormai archiviati – di una lista alternativa. Il clima sembra in fase di rasserenamento e in molti si aspettano un accordo a breve.
È già nero su bianco, invece, la riorganizzazione della divisione corporate & investment banking e dell’area centro-est Europa. Con l’obiettivo di «sviluppare ulteriormente l’attività a supporto delle crescenti esigenze della clientela corporate» – si legge in una nota – il Cib e’ stato dotato di una struttura dirigenziale più ampia, con due vice responsabili, Olivier Khayat e Gianfranco Bisagni, che riporteranno a Gianni Franco Papa, responsabile della divisione e vice direttore generale di UniCredit. Khayat, in particolare, sovrintenderà alle linee di prodotto financing e advisory e markets e research, mentre Bisagni sarà responsabile delle attività commerciali della rete internazionale di Cib. A sua volta, Enrico Minniti subentra a Bisagni nel ruolo di responsabile Cib della divisione Cee presso Unicredit Bank Austria, che serve una clientela aziendale distribuita in 13 Paesi dell’Europa centro-orientale: Minniti riferirà in questa sua nuova posizione a Carlo Vivaldi, nuovo responsabile della divisione Cee di Unicredit Bank Austria. Andrea Diamanti gli subentra a sua volta come responsabile della linea di prodotto ‘financing’ della divisione Cee presso Unicredit Bank Austria; per quanto riguarda l’area retail, infine, Mauro Maschio «assumerà un ruolo di maggior rilievo all’interno della divisione Cee» dal primo maggio e contestualmente Csilla Ihasz prenderà il posto di responsabile della linea di prodotto retail della divisione Cee presso Unicredit Bank Austria.

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