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Unicredit, soluzione ponte in attesa del nuovo ceo Orcel

Spetta al consiglio di amministrazione e dunque al presidente in pectore Pier Carlo Padoan individuare un manager interno che possa gestire Unicredit fino all’arrivo del nuovo ceo Andrea Orcel il 15 aprile. Tanto più se, come probabile e ragionevole, Jean- Pierre Mustier lascerà il gruppo prima della scadenza dell’assemblea di bilancio.

L’ipotesi è che sia stato raggiunto l’accordo per l’uscita rapida di Mustier, forse già il 10 febbraio. Per il ruolo del «traghettatore», Padoan ragiona sui profili della primissima linea, i «top» che hanno affiancato Mustier. Tra questi, alcuni hanno radici nella precedente stagione, quella di Federico Ghizzoni, al comando fino al 2016, dopo esservi salito da «erede» del leader storico Alessandro Profumo.

La scelta per la gestione dell’interim potrebbe suggerire la nomina di un direttore generale (previsto dallo statuto) che porti la banca all’assemblea di aprile. Tra gli altri, si fa il nome di Carlo Vivaldi. Il co-chief operating officer — ruolo svolto in tandem con Ranieri de Marchis secondo lo schema dei co-head introdotto da Mustier con il piano Transform — ha iniziato come cassiere in Cassamarca, la quale nel ‘98 è in UniCredit. Nel 2000 Vivaldi è passato alla neo-nata divisione New Europe UniCredit come responsabile di pianificazione e controllo. Gli altri papabili sarebbero i co-ceo commercial banking Cee e Western Europe, rispettivamente Niccolo Ubertalli (il più giovane della prima linea), ex McKinsey, in Unicredit dal 2002, e Francesco Giordano, già economista di Standard & Poors a Londra, prima di un passaggio al San Paolo di Torino.

Nel team di vertice ci sono poi 4 donne: Finja Kuetz, già ceo a Oliver Wyman in Germania, Austria e Lussemburgo; Roberta Marracino, responsabile della Sostenibilità; Adeline De Metz, a capo dei rapporti con i regolatori europei; Serenella De Candia, responsabile della Compliance. Proprio su una donna potrebbe puntare Orcel quando arriverà in aprile.

La time-table del nuovo capitano prevede subito la formazione della squadra. Le partite, come noto, si annunciano impegnative. Orcel, in questi giorni in stretto contatto con Padoan e impegnato nei colloqui con i singoli componenti del consiglio, prepara le prime mosse sul (primo) mercato domestico, l’Italia. Per la sfida delle aggregazioni, scrive «Bloomberg», il manager rinuncia ai «deferred payments» di Ubs, una decina di milioni che ancora gli spetterebbero in «differita» dalla banca svizzera.

La scommessa degli analisti è che per il banchiere già advisor di grandi fusioni oltre a Mps possa esserci di più, per esempio una combinazione anche con Banco Bpm. Staremo a vedere. Intanto Amco, la credit company del ministero dell’Economia, ha rimborsato 250 milioni di debito di Mps con Ubs e JPMorgan.

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