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Unicredit soccorre Vicenza per l’aumento di capitale

La Popolare di Vicenza mette in sicurezza l’aumento di capitale, fino a 1,5 miliardi, con la garanzia sull’intero importo fornita da Unicredit. Qualche giorno fa una mossa analoga è stata fatta dall’altra disastrata popolare dell’area, Veneto banca, che aveva siglato con Banca Imi la pre-garanzia: i due colossi nazionali quindi sono in qualche modo corsi in aiuto delle due popolari venete.
L’intero consorzio di collocamento della Vicentina è formato da Mediobanca, Deutsche bank, Jp Morgan e Bnp Paribas. Ora il calendario dell’istituto, guidato da pochi mesi da Francesco Iorio, è tracciato: in febbraio dovrebbe tenersi l’assemblea straordinaria per approvare l’aumento e la trasformazione in spa, con annessa quotazione; entro fine aprile il titolo è atteso a Piazza Affari. Post aumento la banca punta ad avere un patrimonio di vigilanza Cet1 superiore al 12,5%. Sulla banca pende ancora l’inchiesta della procura, in seguito alle denunce ripetute di soci e associazioni di consumatori, nonché l’ispezione della Consob.
Una volta messo a posto il patrimonio, andrà immaginato un possibile percorso di crescita. Il nuovo piano industriale sarà approvato il 29 settembre. Già a partire dal 2016 dovrebbe esserci il ritorno all’utile (e al dividendo, in distribuzione nel 2017), che nel 2020 dovrebbe superare i 300 milioni. Ma per la banca, tutt’ora presieduta da Gianni Zonin, il risanamento è appena cominciato. Tra l’altro la Vicenza, con Veneto Banca, Carige e Mps, sarebbe tra gli istituti italiani peggio classificati ai test di vigilanza macroprudenziale (Srep), svolti dalla Bce in estate e non ancora pubblici. Proprio ieri Bloomberg ha diffuso una lettera confidenziale del vice dg di Bankitalia, Fabio Panetta al Supervisory board della Bce, in cui segnala il rischio di prendere «ingiustificate e arbitrarie » decisioni negli esami Srep, perché l’aumento dei livelli di patrimonio richiesti «nella congiuntura attuale potrebbe compromettere la ripresa» per il decremento dei crediti. I portavoce di Bce e Bankitalia non hanno commentato. Panetta avrebbe poi segnalato una «forte necessità » di avviare una revisione del processo Srep, coinvolgendo il direttivo Bce.
Per aderire alla direttiva che a gennaio introdurrà il Meccanismo di risoluzione unico europeo, per minimizzare l’impatto dei dissesti bancari, ieri Bankitalia ha istituito l’Unità di risoluzione e gestione delle crisi, che coopererà con il resto della vigilanza italiana, con il Single resolution board e con il Fondo di risoluzione unico. All’unità saranno trasferite la quindicina di procedure di amministrazione straordinaria di banche in crisi, quelle di liquidazione volontaria e di liquidazione coatta amministrativa. Dal 2016 sarà il Meccanismo di risoluzione unico a scegliere: una volta arginati i buchi con il capitale azionario, i bond e i depositi sopra 100mila euro, procederà a una gestione più ordinata possibile dei dissesti.
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