Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Unicredit, si rivedono i soci libici l’assemblea conferma Ghizzoni e Vita

Nel giorno dell’assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione, e a distanza di cinque anni, i soci libici tornano a fare parlare di loro in Unicredit, puntando a una «gestione attiva» della loro partecipazione. Nel 2010, balzarono agli onori delle cronache finanziarie quando con un blitz salirono in totale al 7% circa della banca, e le Fondazioni, guidate da Cariverona, si coalizzarono per bloccarne la scalata, estromettendo l’allora amministratore delegato Alessandro Profumo, reo a loro dire di avere aperto un asse con il socio straniero. Ma oggi è tutto diverso. Tanto per cominciare, perché il paese africano non è più governato dal Muammar Gheddafi e dalla caduta del dittatore ha vissuto fasi turbolente (compresa quella attuale in cui si contano due governi: quello islamista di Tripoli e quello del Parlamento di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale). In secondo luogo, perché oggi questi azionisti assemblano “solo” il 4,15%, distribuito nel 2,9% della Banca Centrale Libica, insieme con la Libyan Foreign Bank, e nell’1,25% del fondo sovrano Lia. Non solo: Cariverona, al 3,45% di Unicredit, ricopre un ruolo sempre più defilato nella banca, al punto che con il rinnovo del cda di ieri non ha più alcun rappresentante.

Sta di fatto che Unicredit ha comunicato che il presidente, Giuseppe Vita, e l’amministratore delegato, Federico Ghizzoni, entrambi confermati proprio ieri nelle loro cariche, «hanno avuto a Roma un incontro con il presidente della Banca Centrale Libica, Saddek Omar El Kaber, e con quello della Lia, Abdulrahman Benyezza. Tutti i partecipanti hanno condiviso la volontà e l’interesse reciproco di ristabilire il rapporto di costante confronto e collaborazione che si era interrotto negli anni passati. I soci libici – aggiungeva la nota – hanno espresso la loro volontà e il loro interesse per una gestione più attiva della loro partecipazione azionaria nel capitale della banca. I vertici di Unicredit hanno ribadito l’interesse del gruppo a rafforzare la propria operatività in Libia e a supportare iniziative di sviluppo economico nel paese».
Al di là delle intenzioni per il futuro, però, i soci di Tripoli, così come quelli scaligeri, al momento non contano rappresentanti nel cda della banca. Con l’assemblea di ieri, è stata confermata in consiglio Lucrezia Reichlin. Quest’ultima era stata candidata, come unico nome, nella lista sostenuta da diversi fondi, che in assemblea ha ottenuto la maggioranza schiacciante dei voti, pari al 54% del capitale presente (ha partecipato all’assise il 52% dei soci). Tale lista ha incontrato il favore di gran parte degli investitori istituzionali che hanno preso parte all’assemblea, dimostrando così che la banca è sempre più una public company. La lista di maggioranza ha, invece, nominato tutti gli altri 16 consiglieri oltre a Reichlin con il voto favorevole del 46% dei presenti. Insieme con il nuovo cda, l’assemblea ha approvato il bilancio del 2014 e la distribuzione del dividendo in azioni. Il cda che si è riunito dopo l’assemblea, oltre al presidente Vita e all’ad Ghizzoni, ha confermato alla vicepresidenza Vincenzo Calandra Buonaura, Luca Cordero di Montezemolo e Fabrizio Palenzona.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa