Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Unicredit, si accelera sull’ad ora in pole position c’è Mustier

MILANO.
E’ Jean Pierre Mustier il candidato in pole position (anche se non è l’unico) per la carica di amministratore delegato a Unicredit. Ieri, dopo un paio di ore di riunione del Comitato ristretto (Giuseppe Vita, Luca Montezemolo, Vincenzo Calandra Bonaura e Clara Streit) nel tardo pomeriggio è arrivata finalmente la short list, che oggi sarà proposta al Comitato nomine, in cui siedono anche il vice presidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, e i consiglieri Alessandro Caltagirone ed Elena Zambon.
Ad oltre un mese dalle dimissioni di Federico Ghizzoni e dopo l’ampia attività di ricerca dei cacciatori di teste (Egon Zehnder) a quanto trapela sarebbe emerso il nome di Mustier come il più condiviso, anche se la lista vede anche il nome di un italiano: si dividono le preferenze Flavio Valeri (Deutsche bank) e Fabrizio Viola, su cui però la Banca d’Italia potrebbe esercitare la sua moral suasion per non fargli abbandonare il timone del Montepaschi, che certo non naviga in acque serene in questi contesti. Ciò nonostante alcuni danno per più gettonata proprio quest’ultima soluzione, se si scegliesse un candidato italiano.
Ormai praticamente nulle invece le chance di una candidatura interna ad Unicredit, dopo la richiesta di forte discontinuità avanzata da molti azionisti. Mustier può giocare molte carte a suo favore: è un esterno ma conosce bene la banca, perché dal 2011 al 2014 è stato il capo del Cib (Corporate and investment banking) chiamato – per ironia della sorte – proprio da Federico Ghizzoni, ed ha sicuramente un profilo internazionale (è partner a Londra del fondo Tikehau Capital) così come era tornata a chiedere due giorni fa la Fondazione Cariverona, azionista al 2,83% della banca. Nei giorni scorsi erano circolate voci su possibili perplessità da parte della Bce su una sua candidatura, che evidentemente a questo punto si sono sgonfiate.
Se il profilo internazionale c’è tutto, il banchiere super esperto di finanza può vantare sicuramente meno conoscenze sulla parte commerciale di una banca. Quella conoscenza che invece non difetta a Viola, da quattro anni impegnato a cercare di far uscire dalle secche il Montepaschi, così come è stato per anni il pane quotidiano di Corrado Passera (che alcuni continuano a ritenere ancora in corsa).
Oggi il Comitato nomine ufficializzerà la lista cortissima, poi toccherà al consiglio di amministrazione la cooptazione. Al momento c’è un cda convocato per l’11 luglio ma bastano 24 ore per chiamarne uno straordinario. Il tempo trascorso finora non è poco e il clima post Brexit non ha fatto bene alla banca: ieri è stato lo stesso premier Matteo Renzi a sottolinearlo. «Non tocca a me decidere chi fa l’amministratore delegato di Unicredit – ha detto è una grande banca, i soci credo che abbiano consapevolezza del fatto che una grande banca come Unicredit ha bisogno di una guida stabile e solida, è una cosa abbastanza banale». Insieme, dice il mercato, ad un aumento di capitale.
Vittoria Puledda
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa