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Unicredit sempre più public company

La «trasformazione» di Unicredit sotto la spinta del ceo Jean Pierre Mustier — già realizzata sotto il profilo patrimoniale con il maxi-aumento da 13 miliardi e le cessioni di npl, Pekao, Pioneer e Fineco — avrà il suggello finale sotto il profilo della governance il 4 dicembre: è la data dell’assemblea convocata ieri per votare le modifiche allo statuto che cambieranno il volto del colosso italiano in vera public company.

Quella che nascerà a dicembre sarà una banca «semplificata» nella governance, come da indicazione del comitato presieduto da Luca Cordero di Montezemolo: sparisce il tetto al possesso azionario al 5% che per anni ha tenuto l’istituto al riparo da scalate ostili e consentito il controllo di fatto alle Fondazioni (è previsto il diritto di recesso per massimo lo 0,25% del capitale). Altra novità attesa è il varo della lista per il board proposta dal consiglio uscente, tipico delle public company. E salgono a due i consiglieri indipendenti «a prescindere dal numero dei componenti del consiglio». Oggi il board è di 17, che dovrebbero ridursi a 15, con un solo vicepresidente (da tre). Semplificato anche il capitale: le 252 mila azioni di risparmio saranno scambiate con 3,82 ordinarie ogni 1 risparmio un conguaglio di 27,25 euro.

La banca si affranca così dal passato — lo spostamento della sede legale a Milano da Roma, retaggio della fusione con Capitalia, va in questa direzione così come l’addio alla quotazione in Polonia — e si pone come istituto realmente pan-europeo. E si prepara, idealmente, a un’operazione straordinaria come quella ipotizzata dal mercato su Commerzbank.

Le novità si rifletteranno nel nuovo consiglio da eleggere in primavera del 2018: per i nomi papabili sono già al lavoro i cacciatori di teste Egon Zehnder per il presidente, e Spencer Stuart per il board. Ieri intanto è subentrato a Enrico Laghi il sindaco supplente Guido Paolucci, mentre il top banker malese Tj Lim diventa chief risk officer (cro) e Andrea Varese chief lending officer. Lascia il gruppo l’attuale cro Massimiliano Fossati, in aspettativa da luglio dopo il coinvolgimento in un’inchiesta per riciclaggio in Val d’Aosta. Oggi intanto si riunisce il patto di sindacato di Mediobanca per la presentazione della lista per il nuovo consiglio: Unicredit dovrebbe confermare Elisabetta Magistretti e Maurizia Angela Comneno.

Fabrizio Massaro

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