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Unicredit ha scelto Orcel il nuovo ad fa volare il titolo

Alla fine il Cr7 dei banchieri ha vinto, come nelle previsioni, la corsa per la poltrona più alta di Unicredit. Appena si sono diffuse le voci, il titolo ha preso il volo in Borsa (+4,45%). Oggi la scelta di Andrea Orcel verrà ufficializzata in un consiglio della banca, preceduto dal comitato nomine e dal comitato remunerazioni. Poi il via libera, anche se restano da definire i dettagli della staffetta con Jean Pierre Mustier, dimissionario da fine novembre. Secondo fonti finanziarie, Orcel potrebbe essere cooptato in cda subito dopo l’approvazione dei conti (il 10 febbraio) da parte di Mustier. Più complicata, anche se auspicata da alcuni ambienti, anche una staffetta tra il presidente designato Pier Carlo Padoan e Cesare Bisoni, presidente uscente che fin dal primo momento si è detto indisponibile a restare.
La fretta di alcuni ambienti è legata soprattutto al desiderio di affrontare subito la partita cruciale, il potenziale matrimonio con Mps. Un’ipotesi che Orcel si troverà sul tavolo, appena si insedierà.
Cinquantasette anni, romano, Orcel è per certi versi considerato il banchiere più attrezzato proprio per affrontare e magari convincere il mercato che un’operazione del genere è possibile. Dalla sua infatti ha un lungo elenco di operazioni di fusioni e acquisizioni (che gli sono valse appunto il soprannome di “Ronaldo dei banchieri”) a partire dalle tante fusioni che hanno portato alla nascita di Unicredit. All’epoca Orcel aveva base a Londra, dove lavorava per Merrill Lynch. Ha avuto un ruolo anche nell’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps, favorendo i negoziati tra Mps e il Banco Santander. Proprio con il Santander il banchiere ha in piedi una causa da 100 milioni di euro, chiesti come risarcimento danni per il mancato approdo alla guida della banca spagnola, dopo che Orcel aveva lasciato l’incarico in Ubs. La controversia però sarebbe in via di risoluzione e l’accordo potrebbe chiudersi con un assegno da 47 milioni per Orcel che, secondo alcune voci, sarebbe disposto a lavorare il primo anno gratis o quasi. Il più internazionale dei banchieri italiani ha battuto gli altri candidati (a partire da Fabio Gallia). Ora le sfide sono una fusione per crescere e la necessità di motivare la squadra. Che, durante la gestione Mustier, ha dato vari segnali di sofferenza.
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