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Unicredit sceglie il «tedesco» Vita

di Fabrizio Massaro

MILANO — Giuseppe Vita, 76 anni, medico-manager siciliano trapiantato in Germania, sarà il candidato delle Fondazioni e dei soci stabili alla presidenza di Unicredit. La designazione è arrivata ieri poco dopo le 15 dal summit dei grandi soci a Piazza Cordusio a Milano. Il profilo di Vita, numero uno di Allianz spa e di Banca Leonardo, ha convinto le Fondazioni nel ballottaggio con Gian Maria Gros Pietro, ex presidente di Iri ed Eni, considerato vicino alla Fondazione Crt: erano i candidati più accreditati della lista di quattro, che comprendeva Massimo Tononi e Angelo Tantazzi, elaborata dal cacciatore di teste Egon Zehnder con il vicepresidente dell'istituto Vincenzo Calandra Bonaura e l'amministratore delegato Federico Ghizzoni, che ha svolto il ruolo di mediatore tra i soci.
Nonostante il confronto «serrato», come lo ha definito il presidente della Fondazione Banco di Sicilia Giovanni Puglisi, la decisione «è stata unanime», ha confermato il presidente di Cr Trieste, Massimo Paniccia. Agli incontri hanno partecipato le Fondazioni maggiori Crt (Andrea Comba, Fabrizio Palenzona), Cariverona (Paolo Biasi), Carimonte (Andrea Landi), poi le piccole Cr Trieste, Manodori (Gianni Borghi), Bds, Cassamarca (Dino de Poli), in tavoli separati nella sede di Unicredit, fra i soci privati Luigi Maramotti e un esponente del fondo sovrano di Abu Dhabi, Aabar, con Ghizzoni a fare la spola tra i vari gruppi.
La scelta di un manager italiano, nato a Favara (Messina) il 28 aprile del 1935, con studi di medicina prima alla Sapienza e poi all'università di Magonza e una carriera in gruppi tedeschi (Schering, Alex Springer, l'editore di Bild e Die Welt), è in continuità con l'impostazione della banca dopo la fusione con Hvb: dal 2005 al vertice di Unicredit c'è stato il tedesco Dieter Rampl, che ieri ha salutato la scelta di Vita come «eccellente» e «miglior garanzia di successo nelle sfide che la banca dovrà affrontare nei mesi e negli anni a venire». Vita, che fra l'altro è presidente onorario di Deutsche Bank Italia, consigliere di Pirelli, Barilla e Humanitas e candidato per il consiglio di Rcs (che edita il Corriere della sera), resterà in carica per tre anni, fino all'aprile 2015. Per Unicredit dovrà lasciare Allianz, da cui proviene anche l'attuale consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani.
Ieri sarebbe stato dipanato anche l'altro tema caldo, quello della composizione del nuovo board ridotto da 23 a 19 amministratori: anche se per l'ufficializzazione dei nomi c'è tempo fino a lunedì, ultimo giorno utile in vista dell'assemblea dell'11 maggio, alle Fondazioni dovrebbero andare 7 posti, a parte il ceo e il presidente. Per Crt e Carimonte due consiglieri a testa (Torino riconferma Palenzona e il notaio Antonio Maria Marocco), mentre Cariverona dovrebbe prendere un solo posto, con Candido Fois vicepresidente vicario al posto dell'avvocato Luigi Castelletti, candidato per il centrodestra a sindaco di Verona. Per Cariverona resterebbero le attuali compensazioni con i posti nelle controllate. Due posti andrebbero alle minori Cassamarca e Bds (verso la riconferma Roberto Giacomin e Marianna Li Calzi), e due ai privati Luigi Maramotti e Alessandro Caltagirone (figlio di Francesco Gaetano). Due posti anche per Aabar, primo socio con il 6,5%: si parla di Luca Cordero di Montezemolo e di un manager arabo, mentre resterebbe fuori dal consiglio la Libia. Allianz conferma Helga Jung, e Assogestioni Lucrezia Reichlin. Quattro posti andranno a esponenti delle aree in cui Unicredit opera, in particolare Germania, Polonia, Austria.
 

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