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Unicredit sceglie da SocGen il «banchiere delle imprese»

di Paola Pica

MILANO — Un francese al posto di uno svizzero. Tiene alto il profilo europeo Unicredit nella scelta di un nuovo capo per l’investment bank, la redditizia divisione del gruppo fin qui guidata dal banchiere di Lugano Sergio Ermotti, il fedelissimo di Alessandro Profumo chiamato all’incarico di numero due in Ubs. Il successore individuato dai cacciatori di teste nel corso di un’impegnativa selezione durata alcuni mesi è Jean-Pierre Mustier, il manager che a Société Générale denunciò il giovane trader Jerome Kerviel accusato di aver causato un buco da quasi 50 miliardi di euro assumendo posizione finanziarie spericolate. Uno scandalo scoppiato agli inizi del 2008, prima della bufera derivati e del fallimento de l l a Lehman Brothers. Nello stesso anno Mustier si è dimesso da amministratore delegato dell’investment bank di SocGen, per lasciare la banca l’anno successivo, il 2009. La candidatura sulla quale c’è già il via libera del comitato nomine riunito ieri in Piazza Cordusio, salvo sorprese dell’ultima ora, approderà domani 10 febbraio sul tavolo del consiglio di amministrazione convocato in sede straordinaria per l’investitura ufficiale del manager parigino. Per Unicredit si tratta di uno dei passaggi cruciali del nuovo corso e del completamento della squadra di vertice. Il brusco cambio di governance seguito all’uscita dell’amministratore delegato Alessandro Profumo sembrava aver comportato la perdita di «peso» della divisione Cib (Corporate&investment banking) che pure era stata in corsa per una seconda direzione generale. La scelta del nuovo amministratore delegato Federico Ghizzoni era stata invece quella di creare una sola direzione generale, attribuita a Roberto Nicastro. Il possibile ridimensionamento dell’investment banking aveva preoccupato in primis il presidente Dieter Rampl, che chiedeva il mantenimento di un profilo e di una caratura europea. Lo stesso Ghizzoni, tuttavia, ha più volte rassicurato il mercato sulla centralità dell’investment banking, settore confermato come strategico e irrinunciabile anche nel piano industriale che l’amministratore delegato sta completando in queste settimane. Nelle ultime settimane era spuntato tra gli altri anche il nome di Leonhard Fischer, capo operativo di Rhj International, società di investimenti con quartier generale a Bruxelles ed ex capo d i D r e s d n e r Kleinwort Wasserstein. Ma a spuntarla sarebbe alla fine Mustier, classe 1961, laurea all’École Polytechnique e all’École Nationale Supérieure del Mines, in SocGen dal 1987. Per il gruppo francese, Mustier viene inviato prima negli Usa e poi in Giappone per tornare a Parigi nel 1999 come capo del fixed Inc o m e , F o r e i g n Exchange, Commodities and Derivatives business e passare poi nel 2003, secondo un recente ritratto apparso sul Sole24Ore, alla guida dell’area Cib. Sulla vicenda Kerviel, Mustier aveva incassato la fiducia del direttore generale Frederic Oudea, ma non aveva potuto evitare critiche pesanti per l'esposizione della banca ai crediti a rischio e per l'insufficienza dei controlli interni. I rapporti tra Unicredit e SocGen sono storicamente più che buoni: il vicepresidente della banca parigina Antony Wyand siede nel consiglio di amministrazione di Piazza Cordusio dove è componente del comitato strategie e ricopre anche il ruolo di presidente del comitato controlli interni e rischi.

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