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Unicredit, sale l’utile del trimestre «Ora accompagniamo la ripresa»

MILANO — I segnali arrivano da più parti. E anche Unicredit conferma: ripresa in vista. L’amministratore delegato Federico Ghizzoni ha spiegato alla presentazione dei conti che «la performance del gruppo nel primo semestre, i coefficienti patrimoniali e i risultati significativi delle iniziative manageriali consentono a Unicredit di guardare con fiducia ai mesi a venire».
Passando ai numeri, che hanno spinto ieri il titolo (+2,16%), UniCredit ha chiuso il primo semestre con un utile netto consolidato in calo del 25,2% a 810 milioni (1,1 miliardi un anno fa), ma in miglioramento del 5,7% al netto delle operazioni di riacquisto titoli. Nel secondo trimestre la banca ha realizzato un utile netto di 361 milioni, in calo del 19,4% dai 449 milioni nel primo trimestre ma in aumento del 113,8% rispetto ai 169 milioni di un anno fa. Il dato è sopra le attese del mercato che erano di un utile di 349 milioni. I ricavi sono ammontati a 12,5 miliardi nel semestre (-6,4% annuo e -3,3% al netto delle operazioni di riacquisto titoli) e a 6,4 miliardi nel trimestre (+2% annuo e +5,5% trimestrale).
Un cambio di passo confermato da Ghizzoni: «Rispetto a 12-18 mesi fa oggi la banca vuole fare credito. C’è un cambiamento di mentalità che mi aspetto da tutta la rete per cogliere gli spunti positivi». Che ci sono: «L’ultima settimana di luglio, che dovrebbe essere la più fiacca per la vicina pausa estiva, ha registrato la più alta richiesta di mutui per noi da inizio d’anno. È un piccolo segnale che fa ben sperare». «Come banca — ha proseguito Ghizzoni — puntiamo ad accompagnare questa ripresa e ci stiamo focalizzando sempre di più anche sul credito. Di recente, abbiamo avviato alcune iniziative importanti sui mutui ai privati con nuovi prodotti». «L’erogazione dei nuovi prestiti a imprese e famiglie aumenta — ha spiegato l’amministratore delegato — e per il terzo trimestre consecutivo i nuovi flussi netti verso i crediti deteriorati rallentano».
Ghizzoni parla di segnali di ripresa per l’Italia («è probabile che l’ultimo trimestre 2013 sia, per la prima volta da molto tempo, di segno positivo rispetto al precedente») ma avverte: «Siamo ancora in recessione, come dimostrano le 30 mila domande ricevute da UniCredit per le 500 assunzioni offerte ai giovani. Però bisogna essere positivi». I continui sforzi del gruppo «sono volti a incrementare la redditività, puntando su tre azioni strategiche: sviluppo dell’attività di banca commerciale, riduzione dei costi e rinnovata cultura del rischio». UniCredit, a fine giugno, aveva in portafoglio titoli di Stato italiani per 48,78 miliardi, pari al 46% dell’esposizione totale sovrana che è, in tutto, 106,05 miliardi. L’esposizione verso i Paesi Piigs è scesa a zero. Al secondo posto in portafoglio i Bund tedeschi (22% del totale), seguiti dai titoli di Stato polacchi (8%) e da quelli austriaci (6%). Lo stock in debito sovrano italiano, precisa la banca, è inferiore al «tangible equity» ed è «il più basso» tra le principali concorrenti italiane.
Ghizzoni ha parlato anche della partecipazione nella As Roma: «È chiaro che finché avremo il 31% continueremo a fare la nostra parte di azionisti», «non so cosa succederà in futuro», «ci ha fatto piacere che siano stati i soci di maggioranza (James Pallotta ndr) a rilevare il nostro 9% perché vuol dire che credon o nell’investimento».

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