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UniCredit, rush finale per l’intesa

Anche per i bancari di UniCredit che hanno i requisiti per la pensione o li raggiungeranno di qui al 2018 – il termine del piano – i pensionamenti siano volontari, quindi frutto di un accordo consensuale tra lavoratore e azienda, e incentivati. E poi si remuneri la professionalità creando le condizioni, raggiunto l’accordo, per una successiva discussione sul premio per il 2013. Per i sindacati non si può risolvere la questione solo con i sistemi incentivanti. Questi due punti per i sindacati sono il presupposto per raggiungere un accordo sulla fase uno del piano 2014-2018 del gruppo UniCredit, dove ieri è iniziata una no-stop di tre giorni per raggiungere un’intesa. La procedura scade il 30 giugno, che tra l’altro è anche la data ultima per chiedere l’accesso alla parte ordinaria del Fondo di solidarietà.
Appurato che per il sindacato i 2.383 dovranno essere volontari – la loro età media è 61,8 anni e l’azienda non ha fatto mistero che in mancanza di un accordo entro il 30 giugno potrebbe procedere con la 223/91 – resta da verificare la modalità di gestione e soprattutto da concordare l’entità dell’incentivo. I fondi disponibili per il gruppo nella parte ordinaria del Fondo di solidarietà dovrebbero essere circa 20 milioni di euro. Questo consente la proposta di uno scivolo verso la pensione, con la graduale riduzione dell’orario di lavoro. Per esempio se ci fossero 350 sospensioni un anno prima della maturazione della pensione sarebbe possibile accettare 600, 650 part time orizzontali e 1.400 verticali. La proiezione della retribuzione netta sarebbe del 96% nel caso di part time verticale, 92% di part time orizzontale e 43% di sospensione totale. Per ampliare la platea degli aventi diritto al pensionamento l’azienda ha anche proposto agevolazioni per il riscatto della laurea che potrebbero interessare 500 persone. L’agevolazione proposta è del 70% del costo del riscatto, per gli anni strettamente necessari per andare in pensione entro il 2018. Per l’azienda l’esito della fase uno, con la garanzia di una riduzione certa dei costi entro il 2018, potrebbe creare i presupposti per il ricorso alla parte straordinaria del Fondo di solidarietà per la fase successiva.
Sulla nuova occupazione i sindacati hanno chiesto all’azienda di agire in coerenza con gli accordi precedenti. Il gruppo ha confermato che dopo l’intesa di ottobre 2010 oltre alla stabilizzazione di 1.077 apprendisti, sono state assunte 1.621 persone. I sindacati hanno obiettato che ad oggi ci sono 670 apprendisti, oltre a un centinaio di nuovi colleghi, dal primo gennaio di quest’anno, che hanno solo il contratto collettivo nazionale. Intanto prosegue il processo di insourcing: l’azienda ha spiegato ai sindacati che sono infatti rientrate attività per circa 500 risorse e a breve sono previsti rientri per altre 300. Il countdown per trovare un’intesa segna 5 giorni.

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