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Unicredit, risultati ok ma il patrimonio non cresce e preoccupa gli operatori

Unicredit chiude il primo trimestre con 512 milioni di euro di utile netto, in linea con le stime della media degli analisti finanziari, ma con un patrimonio primario che delude le attese del mercato, così l’azione perde il 3,37% in una seduta in cui l’indice Euro Stoxx bancario cede lo 0,9%.

«Considero decisamente positivo il primo trimestre 2015 in un contesto che mostra alcuni segnali di ripresa», ha detto l’ad Federico Ghizzoni, che ha ricordato che la trimestrale non contenga extra profitti dal trading di titoli di Stato: la banca ne ha in portafoglio per 50 miliardi, con plusvalenze latenti di 2 miliardi. L’utile netto cala del 28% da un anno prima, e arriva dopo interessi netti giù del 3,7%, commissioni in rialzo del 6,6% e ricavi da trading a +31%. Restano invariati i costi operativi, per 3,42 miliardi, il 59% dei ricavi, con punte più alte in Austria (unico paese dove la banca opera in perdita) e Germania. Ma è il patrimonio che preoccupa il mercato. A marzo il Cet1 che comprende tutti i gravami di Basilea 3 è salito dal 10% al 10,35%, quasi solo per effetto della cessione di Pioneer (+25 punti base) e del rimbalzo del rublo (+8 punti). È vero che il minimo richiesto è il 9,5%, ma il mercato non apprezza questi livelli. Equita teme che il patrimonio si riveli insufficiente rispetto allo scenario di ripresa macro e alle richieste dei regolatori (Unicredit è la sola banca italiana di rilievo sistemico, per cui si studiano requisiti più alti). Vincenzo Longo di Ig ha detto: «I conti sono in linea con le attese o anche un po’ meglio. La reazione del mercato è dovuta al fatto che il Cet1 continua a essere più debole rispetto alla rivale Intesa Sanpaolo ». Ghizzoni ha detto che Unicredit continuerà a lavorare sul capitale e ogni opzione è possibile, ma il vociferato collocamento della tedesca Hvb «non è sul tavolo». Le note positive sono il consolidamento delle attività in Italia, «uno dei maggiori contributori» con utile netto di 564 milioni (+14%), e la qualità dell’attivo che migliora dopo rettifiche su crediti di 980 milioni, – 42,2% rispetto a dicembre.
Oggi Unicredit tiene l’assemblea sul bilancio 2014, chiuso con 2 miliardi di profitti, e il rinnovo del cda. L’ad Ghizzoni e il presidente Vincenzo Vita saranno confermati, mentre il cda in agenda nel pomeriggio indicherà tre vice presidenti: Luca Cordero di Montezemolo, Fabrizio Palenzona e Vincenzo Calandra Buonaura. Data la maggior disponibilità a un ruolo operativo, quest’ultimo dovrebbe assumere il ruolo di vicario.
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