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UniCredit rinnova il cda Mustier: fedele alla banca

Nessuna uscita anticipata, nessun passaggio imprevisto ad altri colossi bancari europei. Il ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier conferma il suo impegno «a lungo termine» nella banca di Piazza Gae Aulenti. E ribadisce la volontà di proseguire nel piano di rilancio Transform 2019, i cui frutti stanno iniziando a vedersi sul bilancio. Il manager francese raffredda così le indiscrezioni che lo volevano tra i candidati al ruolo di vertice di Deutsche Bank al posto di John Cryan, sostituito nei giorni scorsi dal tedesco Christian Sewing. «Sono fedele ad Unicredit e sono impegnato in prima persona affinché la trasformazione sia un successo», dice Mustier durante l’assemblea che, dopo sette ore, ha approvato a larghissima maggioranza il bilancio 2017, il dividendo e la revisione dello statuto. La banca anzi è «solo all’inizio del nostro piano, non siamo ancora a metà della maratona», mentre l’intenzione è di andare insieme al management team «molto al di là del 2019».
Tassello fondamentale del progetto di rilancio della banca, voluto dallo stesso Ceo, è quello della revisione della governance, così da renderla più vicina alle istanze del mercato. Ieri si è assistito all’atto finale di questo processo, con il voto da parte dell’assemblea a larghissima maggioranza (89,6% dei voti) della lista del board presentata dallo stesso Cda.
Il nuovo board vede dunque la riconferma dell’a.d. Jean Pierre Mustier e il cambio alla presidenza, che passa all’ex dg di Bankitalia e ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in sostituzione dell’uscente Giuseppe Vita. Nel board restano Sergio Balbinot, Cesare Bisoni, Mohamed Hamad Al Mehairi, Martha Dagmar Boeckenfeld, Alexander Wolfgring e Elena Zambon. Nuovi ingressi sono quelli di Lamberto Andreotti, Isabelle De Wismes, Stefano Micossi, Maria Pierdicchi, Andrea Sironi, mentre per i fondi fanno il loro ingresso Francesca Tondi e Vincenzo Cariello.
Oggi, nel primo Cda del nuovo corso, ci sarà tempo per la designazione dell’unico vicepresidente, ruolo che secondo alcune letture potrebbe andare a Cesare Bisoni, figura già presente nella precedente tornata in rappresentanza del mondo delle Fondazioni. Se così fosse, la banca sceglierebbe di garantire una certa continuità strategica, pur nel quadro di un forte rinnovamento del board.
Insomma, si vedrà. Certo è che la svolta targata Mustier nell’architettura della governance è chiara. Oltre alla riduzione da 17 a 15 del numero dei componenti del cda, alla riduzione da tre a uno delle vice presidenze, all’assegnazione della maggioranza dei posti ai consiglieri indipendenti, e all’assegnazione di un terzo dei posti alle quote rosa, UniCredit si è allineata a una prassi conosciuta nelle grandi banche internazionali (e sperimentata in Italia solo da Prysmian, Yoox e Bper) che prevede appunto la possibilità che il Cda presenti la lista dei rappresentanti in consiglio. L’esito del voto, e il supporto forte anche dei grandi fondi alla proposta di Mustier (a favore della lista dei fondi si è espresso solo il 7,07% del capitale) è la conferma chiara di una leadership manageriale che si prospetta sempre più solida. Soprattutto nel quadro di un azionariato oramai frammentato, che rende la banca sempre più simile a una public company internazionale, dove il 63,5% del capitale è in mano agli investitori istituzionali, il 10,5% fa capo a fondi sovrani e il 5,6% è in mano alle fondazioni. «Lascio un gruppo che oggi è molto cambiato ed è sicuramente più forte e pronto per continuare a crescere e confermarsi banca di successo», ha detto del resto Giuseppe Vita aprendo la sua ultima assemblea da presidente. Per il nuovo presidente Saccomanni, d’altra parte, la «maggioranza molto ampia» con cui è stato nominato «testimonia che gli investitori hanno fiducia in Unicredit e nel nostro piano di trasformazione della banca, nella riforma della governance che abbiamo portato avanti e che ci allinea alle migliori pratiche internazionali».
Sempre ieri, infine, la banca ha annunciato che Maurizio Beretta, numero uno dell’Identity & Communications del gruppo dal 2011, è stato promosso responsabile Institutional Affairs & Sustainability e presidente delle Fondazioni oggi unite in UniCredit Foundation, e che Max Hohenberg entrerà in UniCredit a fine maggio come nuovo responsabile Identity & Communications del gruppo.

Luca Davi

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