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Unicredit punta alla Commerzbank

Spunta Unicredit come terzo incomodo nelle trattative sulla fusione tra Deutsche bank e Commerzbank: qualora il tavolo tra i due gruppi tedeschi non dovesse approdare a un accordo, allora Unicredit — presente in Germania dal 2005 per aver acquisito Hypovereinsbank (Hvb) — potrebbe proporsi come alternativa per un’aggregazione con Commerz, ma senza l’intenzione di ostacolare i colloqui in corso.

Ieri mattina l’indiscrezione del Financial Times ha fatto il giro delle sale operative e delle banche d’affari delle piazze finanziarie più importanti, perché si tratterebbe di un’operazione colossale. Secondo il Ft, il progetto prevederebbe la fusione tra Hvb e Commerz, che resterebbe quotata a Francoforte, mentre Unicredit resterebbe quotata a Milano. In sostanza l’attuale Unicredit con base in Italia e il governo di Berlino — che ha il 15% di Commerz frutto di un precedente salvataggio di Stato — diventerebbero i primi azionisti del futuro gigante bancario tedesco. Insieme, Commerzbank e Unicredit varrebbero circa 38 miliardi di euro. Il gruppo italiano guidato da Jean Pierre Mustier non ha commentato ieri il rumor, ricordando che il piano industriale 2016-2019 prevede la crescita solo per linee interne.

Una fusione Unicredit-Commerz sposterebbe gli equilibri bancari in Italia e Germania e potrebbe innescare un movimento di aggregazioni tra colossi europei, oltre che lasciare aperta la questione della messa in sicurezza di Deutsche Bank. Ma le difficoltà politiche e tecniche e le perplessità del mercato sono enormi. Non a caso Unicredit, dopo aver perso in mattinata fino all’1,6% ha chiuso a -0,66%, mentre Commerz ha guadagnato il 3,5%.

Innanzitutto c’è da capire come procederanno i colloqui tra Db e Commerzbank, avanti ormai da circa un mese e al centro di pesanti scontri politici per i forti costi attesi: fino a 10 miliardi di nuovo capitale che la Bce potrebbe chiedere per puntellare un gruppo «too big to fail» e 25-30 mila dipendenti da tagliare. Non a caso, nonostante il sostegno del ministro delle Finanze, Olaf Scholz, dentro al Bundestag sono bipartisan le critiche all’operazione.

Il weekend dovrebbe essere decisivo sul prosieguo dei colloqui: ma se Commerzbank, guidata da Martin Zielke, vuole una decisione rapida, il ceo di Db, Christian Sewing, temporeggia. Tanto che il rumor di Unicredit — uno scenario carsico, dato che già a settembre 2017 si parlò di un approccio di Mustier verso Commerz — e le ipotesi alternative di Ing, Bnp e Santander citate da Ft sono parse a vari osservatori come un modo per mettere pressione a Deutsche Bank.

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