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Unicredit pronta a cedole extra

Un quarto trimestre migliore del consenso e la promessa di una maggiore remunerazione ai soci nei prossimi esercizi hanno fatto volare Unicredit a Piazza Affari dopo la presentazione dei conti 2019: il titolo ha chiuso in rialzo dell’8,15% a 13,88 euro. L’anno scorso l’utile netto è sceso del 17,9% su base tendenziale a 3,37 miliardi di euro, mentre il risultato rettificato ha evidenziato un +55,5% a 4,675 mld. I ricavi sono scesi dello 0,7% a 18,839 miliardi, con i costi operativi in diminuzione del 3,7% a 9,929 mld. La banca ha visto un incremento delle rettifiche sui crediti del 29,4% a 3,382 miliardi. Il Cet1 pro-forma si è posizionato al 13,09%. Ai soci verrà proposto un dividendo in contanti di 0,63 euro ad azione.

Nel quarto trimestre i ricavi sono migliorati del 3,4% a 4,85 miliardi, superando il consenso, e i costi operativi sono calati del 4,4% a 2,525 mld. L’ultima riga del conto economico ha mostrato una perdita di 835 milioni, migliore delle stime degli analisti.

Per il 2020 sono stati confermati gli obiettivi di ricavi a 18,2 miliardi e di costi sotto i 10,2 miliardi. L’utile netto è atteso in crescita a 4,3 miliardi, con il rote all’8%. Nel 2021 o nel 2022 Unicredit valuterà una distribuzione straordinaria di capitale. Inoltre si sta ragionando su un aumento della distribuzione di capitale al 50%, mentre non ci sarà un anticipo di cedola, al contrario di quanto annunciato nei giorni scorsi da Intesa Sanpaolo. «Abbiamo eseguito con successo Transform 2019 e sono davvero fiero di tutto il team, che con il suo duro lavoro e impegno ha reso tutto questo possibile», ha commentato l’a.d. Jean Pierre Mustier. «Abbiamo completato il piano ottenendo risultati robusti, raggiungendo gli obiettivi chiave, con un utile consolidato sottostante di 4,7 miliardi per l’esercizio 2019».

Nonostante le continue voci che vorrebbero l’istituto di piazza Gae Aulenti parte attiva di operazioni straordinarie transnazionali, il capoazienda ha ribadito la posizione resa nota negli ultimi due anni: al momento la banca preferisce il riacquisto di azioni proprie a un’aggregazione. Mustier ha aggiunto che Unicredit dovrebbe conservare il 20% circa di Yapi Kredi rimasto in carico, dopo la cessione del 12% della banca turca avvenuto mercoledì sera e che ha comportato un incasso di circa 400 milioni di euro. Gli effetti del deal verranno contabilizzati nel primo trimestre e genereranno un impatto negativo di circa 0,82 miliardi sul conto economico consolidato. Ci sarà invece un impatto positivo sul Cet1.

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