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UniCredit presenta un’offerta a Rabobank per la polacca Bgz

Più Polonia, meno Ucraina e nel medio termine la Cina per accompagnare la aziende italiane alla conquista del gigante asiatico. Senza dimenticare, nello sviluppo strategico di UniCredit, l’apertura di nuovi uffici nel rampante Brasile e in Africa.
In questo quadro UniCredit ha presentato un’offerta di acquisto per l’unità in Polonia dell’olandese Rabobank, l’istituto Bgz con attivi per 8,7 miliardi di euro a fine giugno. «Vogliamo crescere in Polonia, che è un paese strategico per noi. Abbiamo fatto un’offerta per Bgz. Siamo in una fase ancora preliminare della trattativa», ha detto il Ceo Federico Ghizzoni in un incontro con la stampa estera, svoltosi a Milano nella nuova sede di Piazza Gae Aulenti. «Stiamo sondando il mercato per i nostri asset in Ucraina – ha aggiunto –. Vedremo se troveremo le controparti».
Sulle notizie di un’offerta da parte di Unicredit, Bgz è salita alla Borsa di Varsavia del 5,76%. Bene anche Bank Pekao, la controllata in Polonia di Unicredit, guidata dal ceo Luigi Lovaglio, in rialzo dell’1,53%. La controllante di Bgz, Rabobank ha però solo ribadito che sta studiando opzioni strategiche per l’unità senza commenti sull’offerta annunciata da Ghizzoni. La banca Bgz potrebbe interessare anche Crédit Agricole, Bnp Paribas, l’olandese Ing e la polacca Getin Noble Bank.
Ghizzoni ha poi indicato che il gruppo non ha ancora deciso se vendere l’ucraina Ukrsotsbank: «Stiamo sondando il mercato, non è facile lasciare paesi come questi. In Kazakhstan ci sono voluti due anni», ha ricordato il ceo che guida UniCredit da mille giorni dopo le dimissioni di Alessandro Profumo ora a Mps.
UniCredit sta riorganizzando le operazioni nell’Europa centro-orientale, così come la sua rete di filiali italiana, in un piano quinquennale per aumentare la profittabilità. La banca, la maggiore nell’area ex comunista d’Europa, vuole investire sui suoi mercati più promettenti. L’Europa Centrale e Orientale (Cee) e la Polonia hanno registrato nel secondo trimestre una forte performance, trainata da dinamiche di ricavi positive (+4,6% trim/trim) e dalla riduzione dei costi (-2,1% trim/trim). I principali contributi alle dinamiche dell’utile consolidato sono venuti da Polonia, Turchia, Russia e Repubblica Ceca.
Ghizzoni il 6 agosto scorso aveva detto che gli accantonamenti sui debiti in Europa orientale erano aumentati del 49% nel secondo trimestre, guidati da paesi come l’Ucraina e la Croazia, mentre i crediti a rischio erano arrivati all’8,2 per cento del portafoglio crediti della banca nella regione.
Quanto alla Cina, la banca di Piazza Gae Aluenti, si propone di aprire filiali per sostenere business già esistenti di clienti corporate italiani che vogliono assistenza in loco e di attrarre investimenti cinesi.
Ghizzoni, 57 anni, ha detto che sta anche cercando di aprire uffici di rappresentanza in Brasile e in Africa, senza specificare in quale nazione africana.
I risultati del secondo trimestre 2013, resi noti il 6 agosto, avevano evidenziato un utile netto a 361 milioni di euro (-19,4% trim/trim, +113,8% a/a) mentre il risultato netto di gestione era rimasto stabile (-1,0% trim/trim, +48,4% a/a), nonostante l’aumento degli accantonamenti su crediti (+35,4% trim/trim, -8,8% a/a).

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