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UniCredit prepara il dopo Mustier Comitato nomine verso la short list

UniCredit avvia formalmente il processo di selezione del nuovo Ceo che prenderà il posto di Jean Pierre Mustier. Il kick-off è stato ufficialmente dato ieri, con la riunione del Comitato nomine guidato da Stefano Micossi. Il gruppo di consiglieri in cui siede anche il presidente designato Pier Carlo Padoan avrebbe anzitutto tracciato le linee guida qualitative che dovranno ispirare il prossimo board, il cui rinnovo è previsto per il prossimo aprile. Ma avrebbe anche fatto una prima scrematura dei profili dei potenziali candidati al ruolo di Ceo. L’obiettivo è quello di definire quanto prima una short list di tre nomi da portare al Cda per la scelta finale.

Il calcio di inizio, va detto, è soprattutto formale, perchè già da tempo la banca è al lavoro sulla ricerca del nuovo board. Con la collaborazione dell’advisor Spencer Stuart, l’istituto aveva già iniziato a sondare alcuni candidati potenziali nei mesi scorsi. Ma è chiaro che oggi il presidente designato Pier Carlo Padoan, entrato in Consiglio solo nelle scorse settimane, intende avere piena libertà di valutazione. Non è un caso che l’ex ministro del Tesoro sia coinvolto in prima persona nella partita e lavori fianco a fianco allo stesso Micossi e all’advisor incaricato (Giovanna Gallì). E che abbia già intervistato l’intera prima linea manageriale della banca per sondarne gli umori.

Formalità a parte, il board intende comunque accelerare i tempi. Lo conferma la decisione di evitare la nomina della prevista “task force” (in realtà già operativa dai giorni scorsi, quanto meno a livello informale) che dovrebbe dialogare con lo stesso Comitato Nomine per la scelta dei possibili candidati. Una “scorciatoia”, di fatto, che segnala l’urgenza ben presente all’intero board per la scelta del nuovo amministratore delegato.

Diversi i nomi dati in lizza. A partire da Marco Morelli, ex Mps oggi in Axa Investments e Victor Massiah, ex ceo di Ubi. Tra i “papabili” anche Diego De Giorgi, consigliere nonchè ex capo del Global Cib di Merrill Lynch e Fabio Gallia, ex ceo di Bnl, mentre qualcuno guarda all’ex Ubs Sergio Ermotti. Va detto che l’advisor sta analizzando con attenzione anche manager interni: occhi puntati su Carlo Vivaldi, co-Coo, Francesco Giordano, co-Ceo del Commercial Banking Western Europe e Niccolò Ubertalli, co-Ceo Commercial Banking Eastern Europe.

Resta da capire quali saranno ora i tempi. Il board che inizialmente era stato previsto per oggi non ci sarà, mentre per giovedì prossimo è in agenda un altro board, che però era già calendarizzato. Non è escluso, ovviamente, un blitz che possa portare a un’immediata cooptazione del nuovo Ceo nei prossimi giorni. Ma da quanto filtrava ieri dalla banca l’idea è di fare sì presto – come del resto invocato ieri dalle sigle sindacali – ma anche bene. Per questo non è escluso che il processo possa anche prendere qualche tempo in più rispetto a quanto ipotizzato inizialmente (ovvero una o due settimane) e scavallare l’anno, se questo dovesse servire a scegliere il profilo più adatto. Anche perché, in parallelo, anche la pressione borsistica sembra essersi ridotta, dopo due giorni di alta tensione: ieri il titolo ha chiuso in rialzo dello 0,4%.

Sullo sfondo, poi, rimane il tema della strategia. Tranquillizzato il mercato sul fatto che le possibili operazioni straordinarie non intaccheranno la posizione patrimoniale della banca, resta da capire cosa farà l’istituto di piazza Gae Aulenti. Si guarda a Mps e a BancoBpm, ma i giochi sono aperti e tutto dovrà essere affrontato dal futuro consiglio. Si vedrà. Di certo c’è che ieri la commissione Bilancio della Camera ha dichiarato inammissibile l’emendamento del M5s alla Manovra per ridurre a un massimo di 500 milioni i crediti fiscali per le banche che si aggregano nel 2021. Una novità che, se confermata poi nella stesura finale (il M5S ha annunciato ricorso) renderebbe più conveniente l’operazione Montepaschi.

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