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Unicredit potenzia il dividendo

Nell’arco del nuovo piano strategico al 2023 Unicredit promette di aumentare la remunerazione ai soci. La banca ha inoltre confermato le indiscrezioni della vigilia, che parlavano di una crescita senza acquisizioni, e ha annunciato nuovi tagli che riguarderanno circa 8 mila dipendenti e che verranno spesati a bilancio tra quest’anno e il 2020.

I ricavi complessivi sono attesi a 19,3 miliardi di euro, che corrispondono a una crescita annua composta dello 0,8%. «Lo ripeto», ha detto l’amministratore delegato Jean-Pierre Mustier. «Noi preferiamo il riacquisto di azioni piuttosto che l’m&a. Al massimo potremmo valutare qualche piccola acquisizione aggiuntiva. Ma, in definitiva, non c’è alcuna operazione di m&a in programma». Una posizione da cui il capoazienda non si è smosso neppure a una domanda sull’eventuale gradimento per possibili deal nella bancassicurazione: un ambito nel quale, ha ricordato il banchiere, pesa la spada di Damocle del cosiddetto Danish Compromise, il compromesso danese: si tratta un principio contabile approvato dalla Ue nel 2012, che allevia l’assorbimento di patrimonio per le banche che detengono compagnie assicurative.

Per i soci di Unicredit è prevista una distribuzione di capitale pari al 40% dell’utile nel periodo 2020-2022. Una percentuale destinata a salire al 50% tra dividendi cash e riacquisti di azioni. Complessivamente l’istituto ritiene di poter dare agli azionisti 8 miliardi di euro di capitale, inclusi 2 miliardi sotto forma di buyback. Per quanto riguarda la redditività, il rote è atteso pari o sopra l’8%, mentre l’utile sottostante viene indicato a 5 mld. È previsto il mantenimento del Cet 1 Mda buffer tra 200 e 250 punti base.

Sul fronte dei costi il piano indica un calo dello 0,2% medio annuo a 10,2 miliardi, con un miliardo lordo atteso in Europa occidentale. I risparmi arriveranno anche dalla chiusura di altre 500 filiali e dalla riduzione di 8 mila dipendenti. A essere colpita sarà soprattutto l’Europa occidentale, dove Unicredit prevede di tagliare quasi una filiale su cinque.

Dagli analisti sono arrivati giudizi positivi sul piano. Quest’ultimo, secondo Banca Imi, «è basato su ipotesi macro prudenti e gli obiettivi sono coerenti con le nostre attese: crescita moderata dei ricavi, costi operativi piatti, costo del rischio coerente con gli attuali trend nel core Bank e redditività piatta. L’aumento del payout, in contanti e buyback, è la notizia più rilevante, che potrebbe cambiare la narrativa dell’equity story di Unicredit da de-risking e storia di ristrutturazione a una storia di ritorni di capitale agli investitori».

Gli esperti di Equita sim parlano di assenza di particolari novità sui target, anche se «l’elemento di maggiore sorpresa è rappresentato dalla politica di remunerazione, che prevede in arco di piano il pagamento di 6 miliardi cash, in linea con le nostre attese, cui si aggiunge un buyback per complessivi 2 mld».

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