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Unicredit fa più profitti

Unicredit ha messo a segno nel primo trimestre un utile netto di 1,112 miliardi di euro, in crescita tendenziale del 22,6%. I ricavi sono scesi dello 0,7% a 5,114 miliardi. Il Rote è stato pari all’8,9% e tutte le divisioni dell’istituto hanno registrato una performance positiva. I costi operativi sono diminuiti del 5,2% a 2,74 mld e il margine d’interesse si è ridotto dello 0,9% a 2,6 mld. Le commissioni sono aumentate del 2,8% a 1,7 mld e il cost-income è migliorato al 53,5% dal 56% di marzo 2017.I crediti verso la clientela sono saliti dell’1,3% a 414,9 miliardi di euro e la raccolta è cresciuta del 5,1% a 411,6 mld.

La raccolta gestita è ammontata a 196,7 miliardi. Per quanto riguarda la qualità del credito, le rettifiche sono calate del 35,2% a 496 milioni di euro, oltre le attese degli analisti. Le sofferenze lorde sono state pari a 25,2 mld (-18,9%). Sul fronte patrimoniale, il Cet1 fully loaded era al 13,06%, rispetto al 13,6% di dicembre scorso, restando superiore al target di piano per il 2018.

L’a.d. Jean-Pierre Mustier ha definito il periodo «il miglior primo trimestre in più di un decennio», trainato da «una forte dinamica commerciale in tutto il gruppo, sostenuta da una rinnovata e positiva attenzione nei confronti del cliente, che si è tradotta in quasi mezzo milione lordo di nuovi clienti». Grazie alla posizione patrimoniale «solida», Unicredit «ha intrapreso ulteriori decisive azioni per accelerare il rundown del portafoglio Non Core al 2021: ciò avverrà attraverso una combinazione di cessioni e svalutazioni».

All’inizio del secondo anno del Piano Transform 2019, il banchiere ha evidenziato che il progetto è in anticipo rispetto ai tempi previsti e sta producendo «risultati tangibili». Tra questi, «abbiamo già realizzato il 78% delle chiusure di filiali in programma e il 75% delle riduzioni di personale previste». Confermati gli obiettivi di payout al 20% per quest’anno e al 30% per il 2019. Unicredit punta a cedere 4 miliardi di esposizioni deteriorate lorde entro fine anno.

Intanto Unicredit sta valutando un’azione legale nei confronti di Caius, l’hedge fund che nei giorni scorsi si era rivolto alla Bce per contestare la metodologia con la quale la banca aveva iscritto a suo tempo a bilancio i cashes emessi nel 2008. Per Mustier non esiste alcun tipo di criticità. Infine, l’investimento in Mediobanca è di tipo finanziario, «e quello che è importante è che performi molto bene».

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