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UniCredit, piano per l’estero. Via alla crescita in Spagna

Prima Spagna e Portogallo, poi Sudamerica e Asia. UniCredit torna a muovere all’estero, fuori dall’area di riferimento composta da Italia, Germania ed Est Europa: il piano era stato messo a punto dal vecchio consiglio di amministrazione, ma toccherà ora a quello nuovo, uscito dall’assemblea di maggio, scegliere con quale ordine procedere.
Ieri, intanto, si è deciso il primo passo: sarà in Spagna, dove UniCredit aprirà una filiale che si occuperà di mercato dei capitali anche per il Portogallo. Obiettivo, come ha spiegato ieri il ceo Federico Ghizzoni al termine della riunione del board, non sarà quello di «fare concorrenza alle banche spagnole retail», ma di costruire una piattaforma di servizi a disposizione delle imprese: quelle spagnole interessate a operare nei Paesi in cui è presente UniCredit e viceversa.
Il gruppo bancario ha già «un’importante base clienti in Spagna e Portogallo, che fino a ieri veniva servita attraverso le sedi di Vienna e Monaco», spiega Gianni Papa, capo del Corporate e investment banking del gruppo. Ora, invece, saranno seguiti dalla nuova filiale spagnola, che avrà sede a Madrid. A guidarla, è stato annunciato ieri, sarà Pedro Fernández de Santaella, dal ’99 a capo di Barclays capital per la Spagna: «Pedro ha il profilo ideale per svolgere il ruolo di coordinatore dell’area Iberia – spiega Gianfranco Bisagni, vice direttore del Cib UniCredit – perché conosce e gode della fiducia di molti ceo e cfo delle principali realtà pubbliche e private spagnole»; si partirà da una shortlist di 50 grandi clienti, molti dei quali sono già nel n portafoglio di gruppo, a cui UniCredit offrirà un ponte dall’Italia fino alla Russia e Ucraina.
Oltre all’Europa, la Banca di Piazza Gae Aulenti ha 44 filiali all’estero, che diventano 50 considerando l’attività di Pioneer. Ma la rete, come accennato, è destinata a espandersi: non sono esclusi «altri annunci di nuove aperture nei prossimi mesi», ha detto ancora Ghizzoni ieri sera parlando al termine del cda. Secondo quanto si apprende, la prossima destinazione dovrebbe essere il Sudamerica: la Spagna e il Portogallo, di fatto, rappresentano un trampolino per quell’area, a cui si dovrebbe poi aggiungere l’Asia, dove niCredit conta di aggiungere altre filiali accanto a quelle già attive in Cina, Giappone e a Singapore.
È?sempre legata all’area di lingua spagnola, invece, l’altra grande partita che sta giocando UniCredit in questi mesi, l’integrazione di Pioneer con l’asset management di Santander. Ieri, a quanto si apprende, non è stata data un’informativa al cda, tuttavia la trattativa con la controparte spagnola, insieme ai fondi Warburg Pincus e General Atlantic starebbe procedendo secondo i tempi previsti, seppur più lunghi di quelli che si auspicavano un anno fa, quando venne avviata la trattativa ine sclusiva. Di fatto, sia l’espansione della rete del cib, sia lo sviluppo del wealth management, rientrano tra le azioni messe a punto dalla banca per potenziare la componente dei servizi e quindi delle commissioni: ulteriore conferma di questa linea di tendenza si dovrebbe avere nei prossimi mesi, quando UniCredit presenterà l’aggiornamento del piano industriale. Come aveva già accennato lo stesso Ghizzoni nelle settimane scorse, nella sua nuova versione, il documento strategico sarà maggiormente focalizzato sul capitolo commissioni, e proprio nell’ottica della diversificazione dei ricavi la banca sta cercando di potenziare la propria presenza internazionale al di fuori dell’Europa e rafforzarsi in Cina, Medio Oriente e America centrale e meridionale, «non con acquisizioni ma attraverso alleanze con istituti locali».
In Borsa ieri il titolo ha brillato in una giornata di rialzi e ha chiuso a +4,34% a quota 5,89 euro.
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