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UniCredit, Palenzona aggiorna il cda

Avrebbe dovuto essere un cda di routine, in vista di quello che – l’11 novembre prossimo – dovrà approvare la trimestrale e soprattutto la revisione del piano industriale, molto attesa dal mercato. Invece la seduta di domani del board di UniCredit si arricchirà di un punto all’ordine del giorno, cioè un’informativa sull’inchiesta emersa la settimana scorsa che vede il vice presidente Fabrizio Palenzona indagato dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze con l’accusa di reati finanziari aggravati dall’articolo 7 (ossia il favoreggiamento alla mafia).
«Ne parleremo nel prossimo consiglio», ha detto ieri un altro vice presidente della banca, Luca Cordero di Montezemolo. A margine di un evento Alitalia, a chi gli chiedeva se il dossier Palenzona verrà discusso nel cda di domani pomeriggio ha risposto che «è doveroso e giusto che se ne parli». Secondo quanto viene spiegato da fonti vicine alla banca, Palenzona intenderebbe fare personalmente chiarezza in merito alla situazione che lo vede coinvolto, e con il board di domani potrebbe essere anche avviato un audit interno, ossia una valutazione indipendente dell’accaduto, relativamente alla posizione di Palenzona ma anche all’eventuale coinvolgimento di altri manager del gruppo nelle vicende al centro dell’inchiesta.
L’informativa andrà ad allungare un ordine del giorno già nutrito, considerato che mancano quattro settimane all’aggiornamento del piano industriale. Secondo quanto a Il Sole 24 Ore, la revisione del documento strategico – resa necessaria dal mutato contesto macroeconomico con i tassi a zero e dal nuovo quadro regolamentare impostato dalla vigilanza Bce – poggerebbe su tre pilastri: l’efficientamento delle strutture organizzative (con particolare riguardo alle controllate di UniCredit in Austria e Germania), la conseguente razionalizzazione del personale (si vocifera di 10mila unità in uscita) e il potenziamento dei ricavi, con uno sviluppo del digital banking e di tutti i servizi a elevato ritorno commissionale, dal private banking fino al capital market. Definito questo impianto, nel corso delle ultime riunioni del cda si sarebbero affrontati i primi due temi, mentre per domani sarebbe previsto un focus sull’ultimo, decisivo per determinare la redditività futura del gruppo e la capacità di generare autonomamente capitale, una delle sfide che vedono più impegnata la banca, come si è visto ad agosto nel corso dell’ultima semestrale, che ha visto i ratio in crescita pur in assenza di operazioni straordinarie. Anche perché in parallelo con questo iter viaggia il confronto con la Bce nell’ambito dello Srep, con la comunicazione a fine novembre del nuovo requisito minimo di capitale per tutte le banche vigilate dirette, tra le quali naturalmente figura anche UniCredit.
Sempre domani, dovrebbe finire sul tavolo del cda anche la cooptazione, in sostituzione del consigliere dimissionario Al Husseiny, di Mohamed Hamad Ghanem Hamed Al Mehairi, che attualmente è chief executive officer di Aabar Investments, primo socio della banca con una quota del 5,04 per cento.

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