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UniCredit, Padoan entra in cda: l’ex ministro sarà presidente

Pier Carlo Padoan è il presidente designato di UniCredit. Come anticipato ieri dal Sole24Ore.com, il board della banca di piazza Gae Aulenti ha cooptato l’ex ministro delle Finanze in vista della sua futura nomina da presidente. L’incarico sarà formalizzato il prossimo aprile: in quell’occasione, infatti, è previsto il rinnovo integrale del board con una lista di membri che sarà espressione dell’attuale Cda. E lì arriverà a termine anche il mandato dell’attuale presidente, Cesare Bisoni, che ha già reso noto la sua indisponibilità per un nuovo incarico.

Economista di fama, Padoan, 70 anni, oggi è deputato alla Camera , incarico da cui ha già annunciato di volersi dimettere. «Sono felice di entrare a far parte del consiglio di amministrazione di UniCredit e sono onorato di esserne stato designato Presidente – ha detto ieri l’ex ministro in una nota della banca – Mi impegnerò pienamente nei miei nuovi compiti e confermo l’intenzione di lasciare il mio ruolo di parlamentare italiano».

Padoan si è detto «molto grato» verso il presidente Cesare Bisoni e l’intero consiglio di amministrazione di UniCredit per la fiducia. L’economista, che è stato selezionato al termine di un processo a cui ha lavorato Spencer Stuart, ha sottolineato come UniCredit sia una «azienda paneuropea vincente con solide e forti radici italiane» e si è detto «entusiasta» di lavorare con consiglio e management «per capitalizzare questi punti di forza». La nomina di Padoan è stata salutata con «la massima soddisfazione» da parte del ceo Jean Pierre Mustier, che ha ricordato come la «profonda esperienza e la sua conoscenza dell’Europa e del suo contesto normativo, nonché gli importanti ruoli pubblici ricoperti in Italia, saranno di grande utilità» per il gruppo. Parole di stima anche da parte dell’attuale presidente Cesare Bisoni, che ha sottolineato la «straordinaria esperienza» di Padoan, che «porterà grande beneficio alla banca».

La nomina di Padoan prosegue nel solco di quella del presidente Fabrizio Saccomanni, ex ministro dell’Economia del governo Letta, prematuramente scomparso nell’agosto 2019. Politico dalle relazioni nazionali e internazionali, Padoan ha costruito nel tempo rapporti istituzionali di alto profilo che vanno da Washington (dove è stato direttore Fmi), a Parigi (dove è stato segretario Generale e Capo Economista Ocse) a Bruxelles, dove ha seguito i principali dossier economici per l’Italia tra il 2014 e il 2018 in qualità di numero uno del Mef. La sua figura si preannuncia come complementare a quella dell’attuale ceo della banca, Jean Pierre Mustier, banchiere che per il suo ruolo ha sempre privilegiato il contatto con gli investitori, ponendo la creazione di valore come priorità assoluta.

Resta da capire quali saranno i dossier su cui Padoan dovrà mettere mano. Sul tavolo si prospetta il tema della creazione della sub-holding estera, anzitutto. Ma a questo si lega a doppio filo la questione “domestica” di UniCredit. E qui qualcuno ricorda come nel suo ruolo di ministro del Mef, l’economista abbia seguito in prima persona il file Siena (circoscrizione in cui è stato eletto deputato per il Pd): un nome, quello di Mps (ieri +8% in Borsa), che negli ultimi tempi è stato associato con forza a UniCredit per una possibile fusione che però al momento presenta non poche complessità. D’altra parte è realistico che, proprio le sue caratteristiche, Padoan voglia studiare bene la banca prima di fare qualsiasi passo.

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