Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

UniCredit, ok del comitato all’operazione Vicenza

Dopo aver tenuto banco nelle ultime riunioni del board, ieri pomeriggio la Popolare Vicenza è stata al centro della riunione del Comitato controlli e rischi di UniCredit. Sul tavolo, la garanzia prestata dal gruppo all’aumento di capitale, saltata grazie all’intervento del fondo Atlante: in realtà, dall’ampia ricostruzione fornita dal ceo Federico Ghizzoni insieme al vice dg con delega al Cib Gianni Papa, sarebbe emerso che il contratto di pre-underwriting avrebbe consentito alla banca di sottrarsi all’onere della garanzia anche sulla base delle clausole previste. La disamina interna al comitato (presieduto da Alexander Wolfgring e composto tra gli altri dal presidente del board Giuseppe Vita, dai vice Calandra e Palenzona, dalla rappresentate di minoranza Lucrezia Reichlin) avrebbe soddisfatto i consiglieri, al punto da non prevedere ulteriori approfondimenti nel corso del board convocato per il 10 maggio, che così potrà dedicarsi alla trimestrale.
A quanto risulta, ieri Ghizzoni e Papa avrebbero basato la propria ricostruzione sul contratto di pre-underwriting firmato il 17 settembre tra la Popolare di Vicenza e UniCredit Ag, branch tedesca del gruppo, a cui il 29 ottobre sarebbe subentrata la capogruppo. Nel dettaglio, anche in base ai documenti consultati da Il Sole 24 Ore, sarebbe emerso un elenco di 14 diverse condizioni, a cui Piazza Gae Aulenti subordinava il proprio impegno a sottoscrivere un successivo accordo di underwriting; tra queste, le consuete clausole di “market adverse change” nonché la ragionevole possibilità di quotarsi. Una fattispecie, quest’ultima, che alla fine non si è verificata, ma che era progressivamente emersa già nella fase di pre-marketing condotta da UniCredit tra febbraio e marzo: di qui, avrebbe argomentato ieri Ghizzoni, il venir meno dell’obbligo in capo alla banca e la consapevolezza che l’operazione era a rischio. E sempre di qui, avrebbe spiegato il ceo, sarebbero state coinvolte la authority nonchè il Governo, che a quel punto – tra la fine di marzo e l’inizio di aprile – decideva di affiancare alla sezione-Npl del piano Atlante (già in cantiere) anche un capitolo dedicato appositamente al backstop degli aumenti di capitale. Di questo cambio di rotta UniCredit non ha fornito alcuna disclosure al mercato per ragionevoli motivi di riservatezza, ha detto ieri Ghizzoni: non a caso, in quei giorni caldi Piazza Gae Aulenti non ha fatto trapelare nulla, se non – era il 5 aprile – che si stavano studiano le condizioni per un eventuale riesame della garanzia.
A conferma del fatto che in capo a UniCredit non c’è mai stato né il rischio né l’onere di sottoscrivere un’ampia fetta di inoptato, Ghizzoni avrebbe anche dato conto delle fee pattuite con la Popolare di Vicenza: lo 0,5% dell’importo garantito per il pre-underwriting agreement, commissione ‘soft’ tipica di contratti con impegni considerati non fuori mercato; ai 7,5 milioni UniCredit avrebbe poi sommato gli altri 10 (pari al 20% di un’altra commissione del 3,2%) ottenuti pro-quota nell’ambito del consorzio di collocamento, dove erano presenti anche altre quattro banche.
Archiviato, almeno per ora, il capitolo Vicenza, ora UniCredit potrà dedicarsi alla trimestrale che gli analisti prevedono in utile per 379 milioni, in calo dai 512 del 2015: dopo diverse sedute in rosso, ieri il titolo ha chiuso sostanzialmente stabile (-0,13%) a 3,09 euro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa