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UniCredit, oggi il debutto di Ghizzoni davanti ai soci

 

Federico Ghizzoni debutta, nella veste di chief executive officer, davanti ai soci – grandi e piccoli – di UniCredit. L'occasione è l'assemblea degli azionisti che si riunirà oggi a Roma, sotto la presidenza di Dieter Rampl, per approvare il bilancio e una serie di delibere accessorie. Dopo la sua nomina di fine settembre 2010 al posto di Alessandro Profumo, Ghizzoni affronta la sua prima assemblea e risponderà alle domande dei soci. Le prospettive della banca, soprattutto della parte italiana, e le ipotesi di futuro aumento di capitale saranno prevedibilmente i temi centrali delle richieste degli azionisti. Inevitabili, anche le curiosità sui destini della As Roma che da alcuni anni è uno dei temi di interesse dell'assise capitolina di UniCredit (che dopo la fusione con Capitalia ha trasferito da Genova a Roma la sede legale dell'istituto).

All'assemblea non parteciperà il rappresentante degli azionisti libici (7,5% frazionato tra la Central Bank of Lybia e Lybian Arab Investments) Fahrat Omar Bengdara, ex presidente della banca centrale libica. Bengdara ha però partecipato, per la prima volta dall'inizio della crisi libica, alla riunione del consiglio di amministrazione che si è tenuta ieri a Roma. Partecipazione in quanto consigliere in carica, ma senza vincolo di mandato, e dunque a prescindere dal regime che amministra le quote libiche (per ora congelate nei diritti patrimoniali e di voto, a seguito dei provvedimenti della comunità internazionale contro il regime di Gheddafi). Come confermato dallo stesso Bengdara, in una dichiarazione al termine del consiglio durato poco più di due ore: «Ho partecipato alla riunione odierna come membro del cda di UniCredit dove sono stato eletto nel 2009 per un mandato di tre anni» – ha detto Bengdara, specificando di «non rappresentare nel Consiglio la Banca Centrale della Libia, da cui mi sono dimesso all'inizio di marzo».

Alla vigilia dell'assemblea ieri pomeriggio a Roma si è riunito il consiglio di amministrazione. All'ordine del giorno, una relazione del presidente Rampl sulle conseguenze dell'ultima ispezione di Banca d'Italia nella divisione corporate e investment banking, chiusa senza sanzioni a carico degli amministratori. Rinviato al prossimo consiglio, invece, l'esame delle variazioni alla remunerazione delle obbligazioni di tipo cashes, emesse per un controvalore di tre miliardi e sottoscritti dai grandi soci a partire dalle Fondazioni, che Bankitalia chiede di ancorare al dividendo (per poter essere ancora conteggiate nel Core Tier 1). Sul tema del capitale, Ghizzoni ha più volte ribadito negli ultimi tempi che UniCredit ha rinviato ogni decisione a fine anno quando sarà chiaro il quadro normativo sulle Sifi (istituzioni di interesse sistemico) per le quali le Autorità finanziarie internazionali chiederanno ratios patrimoniali più rigidi. Ma per il momento non è noto nè quali banche saranno inserite tra le Sifi, nè quali saranno i parametri di capitale e liquidità richiesti. È probabile, dunque, che anche oggi davanti ai soci riuniti in assemblea Ghizzoni ripeterà che la ricapitalizzazione non è all'esame. E che ogni decisione sarà presa entro fine anno, dopo che tra settembre e ottobre UniCredit avrà presentato il nuovo piano industriale triennale da cui il mercato si attende novità sulla presenza nei 18 Paesi della New Europe.

Il board di ieri ha anche dato via libera di UniCredit alla cessione di cinque dei sette immobili di pregio messi in vendita nella capitale, in gran parte ereditati con la fusione di Capitalia. La dismissione, lanciata nell'autunno scorso, aveva un valore complessivo di mercato stimato in 350 milioni. UniCredit, secondo quanto riportato ieri dall'agenzia Il Sole 24 Ore- Radiocor, ha accolto le offerte per Palazzo Odescalchi e Palazzo Singer nonchè per gli immobili di via Nazionale, via Paisiello e via Cesi.

 

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