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UniCredit, nuovo buyback Riacquisti per 3,5 miliardi

Dopo gli ottimi risultati conseguiti con i buyback nel 2012, UniCredit torna a sfruttare l’abbondante liquidità per riacquistare obbligazioni proprie. In una giornata in cui le Borse hanno penalizzato i bancari ma sul mercato obbligazionario ha resistito il clima di “tregua” degli ultimi giorni, ieri la banca ha annunciato un buy back da 3,5 miliardi, a valere su 17 obbligazioni senior con scadenza tra il 2015 e 2017 del valore nominale complessivo di poco inferiore ai 13 miliardi.
La finestra per l’adesione si aprirà lunedì prossimo e si concluderà il 24 aprile, salvo chiusura anticipata, proroga o riapertura dell’offerta: il prezzo di riacquisto, definito in base all’andamento del mercato, verrà comunicato all’apertura del periodo di adesione. Rispetto alle operazioni di riacquisto del 2012, rivolte a investitori istituzionali e riguardanti strumenti ibridi di capitale, in questo caso invece l’offerta è per bond senior collocati presso il retail e quindi vede coinvolti soprattutto i risparmiatori: a loro UniCredit propone un rimborso anticipato dei titoli in portafoglio, e chi intende aderire all’offerta dovrà semplicemente recarsi presso l’intermediario da cui li ha sottoscritti – di norma la propria filiale di banca – e compilare i moduli necessari.
Ma perché un nuovo buyback? Le ragioni, ha spiegato ieri UniCredit in una nota, sono due: anzitutto, «l’operazione consentirà di ottimizzare il profilo delle passività riducendone l’ammontare in eccesso e modificando la relativa distribuzione temporale, anche al fine di ridurre la concentrazione temporale di quelle in scadenza nel triennio 2015-2017». In seconda battuta, ha aggiunto Piazza Cordusio, permetterà «un efficiente utilizzo, da parte dell’offerente, della liquidità disponibile», che resta abbondante e che continua a beneficiare dei fondi Bce, visto che UniCredit ha in pancia 26 miliardi ottenuti dai due Ltro lanciati da Francoforte tra le fine del 2011 e l’inizio del 2012.
Liquidità a buon mercato, su cui le banche pagano un tasso annuo dell’1%, che ha consentito (non solo a UniCredit) di lanciare i primi buy back nel 2012 e di contabilizzare imponenti plusvalenze. Nel caso di UniCredit, il contributo delle operazioni di riacquisto condotte l’anno scorso, tre in totale, è stato di 543 milioni a livello di utile netto, dunque più della metà degli 865 milioni di profitti registrati nel 2012.
Il corrispettivo per il riacquisto sarà pagato cash il 30 aprile, anche nel caso di chiusura anticipata del periodo di adesione. Tutte le informazioni per gli obbligazionisti, a partire dall’elenco completo dei bond oggetto di offerta, su Internet all’indirizzo www.unicreditgroup.eu.

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