Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

UniCredit, no all’operazione Mps da Del Vecchio e Fondazioni

Il board di UniCredit punta a definire la lista dei nuovi amministratori della banca in contemporanea alla scelta del nuovo ceo che prenderà il posto dell’uscente Jean Pierre Mustier. L’obiettivo è di presentare i nominativi a inizio febbraio, accogliendo le indicazioni degli azionisti che nelle ultime settimane sono stati sondati dal presidente designato Pier Carlo Padoan. E proprio sul versante dell’azionariato, stando a fonti contattate da Il Sole 24 Ore, si starebbe cementando un asse tra la Delfin di Leonardo Del Vecchio, la Fondazione CariVerona e la Fondazione Crt – cui complessivamente fa capo circa il 5% della public company bancaria – per creare un nucleo stabile di azionisti con cui il board uscente potrà confrontarsi per definire il profilo del nuovo ceo.

Il cda di UniCredit, come noto, è statutariamemte tenuto a presentare in autonomia una lista di maggioranza di amministratori da sottoporre all’approvazione dell’assemblea di aprile. Non si tratta di un caso unico, neanche in Italia, ma per UniCredit l’evento è di particolare difficoltà poichè cambieranno sia il presidente che l’amministratore delegato. E anche la strategia della banca, dopo la rottura “per divergenze” con il ceo uscente Jean Pierre Mustier, è oggetto di un ripensamento.

Ecco perché Padoan nelle ultime settimane ha avviato una serie di incontri con i rappresentanti dell’azionariato di UniCredit, compresi i grandi investitori istituzionali come BlackRock, per condividere il profilo del nuovo capoazienda e arrivare in assemblea con una base di azionisti stabili favorevoli alle scelte che il board si appresta a fare. Il tentativo, non facile data la diffidenza di partenza di molti investitori dopo l’uscita a sorpresa di Mustier, è di convincere il mercato che la nomina sarà in linea con la tradizione “privata” di UniCredit e non sarà contaminata dal pressing dei palazzi romani della politica, già emerso con le pressioni per una fusione a tutti i costi con Mps.

In questo contesto Padoan, accompagnato dal presidente uscente Cesare Bisoni, avrebbe incontrato per due volte i rappresentanti delle due Fondazioni del Nord e della Delfin di Leonardo Del Vecchio. Prima vedendo i direttori generali degli enti (Giacomo Marino per CariVerona e Massimo Lapucci per Crt) e poi i due presidenti Alessandro Mazzucco e Giovanni Quaglia. In entrambi i casi, al tavolo sarebbe stato presente anche l’amministratore delegato di Delfin Romolo Bardin. Da quel poco che trapela dal nascente nucleo stabile di azionisti, sarebbe emersa a livello strategico la netta contrarietà all’operazione Mps che i “vecchi” soci vedono – a torto o a ragione – come una riedizione della fusione “politica” con Capitalia.

Se comunque il nascente asse Del Vecchio-Fondazioni si consoliderà, come pare, il nuovo board di UniCredit potrà contare già in partenza su un 5% di voti a favore in assemblea e, puntando soprattutto sulla notorietà di Del Vecchio tra gli investitori istituzionali, trascinare il voto dei fondi a favore della lista di maggioranza. Tutto dipenderà dal profilo del nuovo ceo. Negli incontri “istituzionali” fatti finora, stando alle indiscrezioni, non sono stati fatti nomi. È noto che, essendo sia Delfin che le due Fondazioni azionisti di lunga data della banca, da parte dei soci storici c’è stima e apprezzamento per il banchiere Andrea Orcel, ex Merrill Lynch ed ex Ubs, che con il ruolo di advisor finanziario ha costruito pezzo per pezzo UniCredit pilotandone fusioni e acquisizioni. Ma Orcel ha in corso contenziosi con Santander e Ubs, due grandi banche europee concorrenti di UniCredit in vari mercati, e non è chiaro se è immediatamente disponibile.

La scelta del ceo in ogni caso spetta al board, e non agli azionisti che eventualmente verranno consultati in via preventiva per un gradimento informale. A che punto è la procedura? La fase di selezione da parte dell’head hunter Spencer & Stuart è ancora nella fase iniziale. La lunga lista delle candidature è stata completata da pochi giorni con i curricuculum e le disponibilità. Ma ancora, a quanto risulta a Il Sole 24 Ore, non sono partite le “interviste” individuali ai vari candidati esterni e interni al gruppo da parte del comitato nomine e governance presieduto da Stefano Micossi e di cui fa parte lo stesso Padoan. Serviranno dunque settimane, non giorni, per arrivare alla scelta delle candidature finali da portare all’esame del board. E con l’ingresso in campo dell’asse Del Vecchio-Fondazioni anche le candidature interne al gruppo – paradossalmente poco conosciute al board che ha vissuto l’era della “one man bank” di Mustier – verranno tenute in considerazione. L’imprenditore di Treviso conosce UniCredit da anni, essendone diventato azionista ai tempi della privatizzazione, e ha ben chiaro che tipo di professionalità serve a una banca paneuropea.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un bagaglio di nove miliardi di euro da investire ma, allo stesso tempo, la volontà di recidere og...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’inflazione in Italia, questo novembre, è arrivata a livelli come non si vedevano dal 2008. Gli...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Finanziamenti tradizionali, bond, private debt, quotazione in Borsa, ingresso di investitori finanz...

Oggi sulla stampa