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Unicredit, niente frenate

L’attenzione è tutta concentrata sul ricambio ai vertici, ma Unicredit continua a lavorare in maniera «ossessiva» sul piano industriale: lo ha affermato il vicedirettore generale Paolo Fiorentino. «Le battaglie che sono fuori dai mondi operativi non ci devono interessare e distrarre.

Di leadership si discute fuori, io non ne parlo», ha tagliato corto il manager. Quanto alla sua posizione personale, che secondo le indiscrezioni potrebbe essere messa in discussione insieme a quella degli altri massimi dirigenti, Fiorentino si è limitato a pronunciare una battuta: «Io dormo sempre bene».

Fatto sta che oggi la banca «ha il dovere di tenere la barra dritta. Sull’implementazione del piano siamo ossessivi», ha proseguito il vicedirettore. «In questo momento abbiamo il dovere professionale, e siamo anche pagati sufficientemente bene per farlo, di tenere la barra dritta e continuare a dare ai nostri colleghi che lavorano l’idea che i nostri obiettivi non cambiano. Dobbiamo essere capaci di trasmettere entusiasmo e, anzi, essere ambiziosi».

Ed ecco subito un fatto concreto: l’istituto chiuderà entro l’anno le 265 filiali in Italia che restano da eliminare in base al piano al 2018. A inizio piano le filiali sul territorio nazionale erano 3.285 e nel 2018 dovranno essere 2.983: «Ne restano 265 da chiudere, e le chiuderemo tutte quest’anno. Contiamo anche, sul taglio delle filiali, di fare qualcosa di più e di diverso, ad esempio pensando alle filiali automatiche più che quelle presidiate». Il gruppo, ha annunciato Fiorentino, «farà meglio del target di risparmio netto dei costi del gruppo al 2018, che era di 800 milioni di euro».

Intanto ammontano a 700-750 milioni di euro gli investimenti nel digitale che Unicredit ha già effettuato nell’ambito del piano 2016-2018: l’obiettivo nel triennio è arrivare a 1,2 miliardi. «Oggi Unicredit in Europa conta quasi 10 milioni e mezzo di clienti su internet banking e oltre 4 milioni su mobile e ha l’obiettivo di raggiungere quota 16 milioni online e oltre 11 milioni mobile nei prossimi tre anni», ha osservato Fiorentino, parlando di un «cambiamento radicale». Gli investimenti mirano ad aumentare l’efficacia commerciale, portando la quota di prodotti di base venduti direttamente attraverso canali digitali dall’attuale 16% circa al 25% nel 2018. Attualmente l’88% delle transazioni avviene su canali remoti e l’obiettivo è arrivare al 90% fra due anni. In Italia i clienti attivi online sono quasi 3 milioni e quelli mobile 1,2 milioni, pari al 16% del totale della clientela. Unicredit intende salire al 22% entro il 2018.

A Piazza Affari l’istituto di Piazza Gae Aulenti ha ceduto l’1,48% a 2,792 euro.

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