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Unicredit, Mustier resta Non corre più per Hsbc

MILANO — Prima dell’apertura di Piazza Affari, stamattina, nel pieno del marasma scatenato dalla diffusione del coronavirus, si dovrebbe sapere se Jean Pierre Mustier, attuale amministratore delegato di Unicredit, lascerà la banca italiana per approdare alla Hsbc (Hong Kong and Shangai bank) oppure no. Le ultime indiscrezioni riportate dal Financial Times ieri sera riferiscono che il manager francese «non è più interessato, ha deciso di restare in Unicredit». Mustier avrebbe telefonato al presidente del consiglio di amministrazione di Hsbc, Mark Tucker, riferendogli la sua decisione.
La possibilità di un trasferimento del 59 enne manager francese era stata affacciata da Bloomberg giovedì scorso e da allora ha provocato due consecutivi forti ribassi di Borsa per il titolo Unicredit: in totale meno 6,8% con una perdita di 2,1 miliardi in termini di capitalizzazione. E in mancanza di una conferma o di una smentita ufficiale il titolo oggi potrebbe continuare la sua discesa.
La stessa Bloomberg ancora ieri riportava le parole di una fonte anonima secondo la quale Mustier è in trattativa con la banca inglese ma non è sicuro che questa vada in porto. Il banchiere di Unicredit è l’unico esterno in lizza per governare una banca che dall’inizio del decennio scorso è sempre andata declinando in termini di valore borsistico, mentre la concorrente JPMorgan Chase ha triplicato il suo valore. L’altro candidato si chiama Noel Quinn, un manager interno alla banca che da sei mesi è stato nominato ceo ad interim. Quinn ha appena annunciato un piano di ristrutturazione che prevede 35 mila esuberi, facendo cadere il titolo Hsbc alla Borsa Londra. Bisognerà vedere se Mustier, qualora prendesse il suo posto, seguirà la stessa strada. Certo in Italia in quattro anni è riuscito a espellere 14 mila lavoratori da Unicredit, dunque l’esperienza non gli manca. Con un passato a SocGen ai tempi dello scandalo Kerviel, e un primo passaggio in Unicredit a capo dell’investment banking, Mustier ha preso in mano saldamente le redini della banca italiana nel giugno 2016 e da quel momento le ha applicato una cura da cavallo. Un aumento di capitale da 12 miliardi di euro, la cessione di pacchetti di crediti deteriorati, la vendita di molte partecipazioni tra cui la polacca Bank Pekao, l’asset management di Pioneer e la banca online Fineco. Grazie anche a un feeling particolare con i mercati finanziari Mustier è riuscito a rimettere in carreggiata la banca italiana ma a fronte di un dimagrimento consistente che ha alleggerito la presenza nel Belpaese. Meno di un anno fa Mustier mise gli occhi sulla Commerzbank appena uscita dal fallimento della fusione con Deutsche Bank, ma l’operazione non decollò.
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