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Unicredit, Mustier ai dipendenti: concentrati sul piano, non sulle voci

Jean Pierre Mustier prende virtualmente carta e penna e si rivolge con un messaggio pubblicato sul portale interno di Unicredit ai dipendenti del gruppo — a quella rete che, per quanto messa in discussione da Internet, pur sempre rappresenta e dà corpo a una banca sul territorio — per rassicurare sul suo impegno verso la trasformazione del gruppo da qui al 2019 senza distrazioni su scenari di risiko europeo.

La mossa di Mustier arriva dopo ripetute indiscrezioni e analisi su possibili mosse di Unicredit sul fronte di una fusione paneuropea. Si è discusso di un’eventuale aggregazione con la francese Société Générale o con la tedesca Commerzbank — per la quale, l’anno scorso, Mustier avrebbe effettuato sondaggi presso il governo tedesco, che ha una quota rilevante della banca — mentre mercoledì il Sole 24 Ore ha evidenziato altri possibili partner nell’inglese Lloyds Bank e nell’olandese Abn Amro, dato che appaiono difficili da percorrere le strade per Parigi o a Francoforte.

Troppi rumor, per il banchiere francese da due anni alla guida del gruppo di piazza Aulenti, e sempre più forte il timore di un allentamento della tensione commerciale della rete. Da qui il messaggio di ieri: «Cari Colleghi, come già saprete, Unicredit non commenta mai indiscrezioni e speculazioni e continuerà a seguire fermamente questa politica. Ciò detto, vorrei ribadire ancora una volta a tutti voi che il nostro piano, Transform 2019, è ed è sempre stato fondato su assunzioni di crescita organica».

Mustier sottolinea che la banca è «ora a poco più di metà della nostra maratona, e tutti i colleghi sono estremamente focalizzati a realizzare con successo il nostro piano». E continua: «Sto seguendo personalmente da vicino tutti i diversi aspetti della realizzazione di Transform 2019» (il piano triennale, ndr). «Continuerò a visitare le filiali e gli uffici del gruppo, incontrandovi e interagendo con il maggior numero possibile di voi». E conclude: «Mentre indiscrezioni e speculazioni continuano a dilagare sulla stampa, conto su di voi perché continuiate a focalizzarvi sui nostri clienti, offrendo loro i migliori prodotti e servizi che si aspettano da noi».

A rendere complesso lo scenario del risiko sono le complessità regolatorie — messe in evidenza di recente perfino dal presidente della Bce, Mario Draghi — della situazione politica ed economica italiana e i prezzi di Borsa (ieri 13,9 euro, -1,67% per una capitalizzazione di 31 miliardi, non una stazza tale da garantire una fusione tra pari). Gli analisti di Mediobanca Securities ritengono per esempio che fusioni e acquisizioni siano percorribili solo una volta completato il percorso di recupero di valore da parte di Unicredit.

Fabrizio Massaro

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