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UniCredit muove sui bond, aumenta capitale e liquidità

di Marigia Mangano

UniCredit perfeziona una doppia operazione sui bond, mentre in Borsa le azioni della banca continuano a essere ben comprate e Bankitalia monitora con attenzione l'evolversi dell'azionariato di piazza Cordusio. A due giorni dal termine per esercitare i diritti del l'aumento da 7,5 miliardi, la banca ha infatti deciso da un lato di deliberare un programma di covered bond fino a 25 miliardi, dall'altro di acquistare fino a un massimo di 3 miliardi di euro di propri bond. Obiettivo, aumentare la liquidità e migliorare il Core Tier 1 dopo che nei giorni scorsi UniCredit ha presentato in via ufficiale a Bankitalia il piano per arrivare al 9% entro la fine di giugno, secondo le richieste dell'Eba.
Doppia mossa sui bond
Nel dettaglio, l'istituto ha depositato alla Borsa del Lussemburgo la documentazione per il lancio di un nuovo programma di obbligazioni bancarie garantite. Il programma è fino a 25 miliardi, ma per ora c'è stata solo una emissione di 7 miliardi. I titoli – che sono obbligazioni garantite da un portafoglio di mutui residenziali e commerciali o altri attivi che restano in bilancio all'emittente – non hanno rating ma seguono quello della banca e non verranno utilizzati per fare funding sul mercato. Di contro possono essere utilizzati come collaterali nelle operazioni di rifinanziamento con la Bce o presso altre controparti. Per ora non è stata decisa la tabella di marcia per le nuove emissioni collegate al programma appena deliberato.
Oltre ai covered bond, la banca ha lanciato il riacquisto di bond emessi su un valore nominale di 5,5 miliardi di euro. L'offerta, che è partita ieri, è limitata al raggiungimento di 3 miliardi di valore nominale e si concluderà entro il prossimo 3 febbraio. In questo caso il vantaggio per la banca è che compra a prezzi scontati rispetto al valore nominale, dando un premio pari al 10% circa, rispetto alle quotazioni del giorno precedente sul mercato secondario. L'obiettivo, come detto, è migliorare il Core Tier 1: nel supplemento del prospetto si spiega che assumendo un riacquisto pari al 25% dei 3 miliardi «ci si attende un impatto positivo sul Core Tier 1 ratio pari a circa 2,7 punti base e profitti per circa 123 milioni». Assumendo invece – prosegue il documento – un riacquisto pari al 100%, l'impatto sul Core Tier1 sarebbe pari a 10,9 punti base e profitti per 490 milioni.
Faro di Bankitalia sui soci
L'operazione sui bond è stata avviata nel bel mezzo dell'aumento di capitale di UniCredit, ormai agli sgoccioli. Domani è infatti l'ultimo giorno utile per l'esercizio dei diritti di opzione legati alla ricapitalizzazione da 7,5 miliardi. E in Borsa il titolo ha proseguito il suo recupero e ieri, per la terza seduta consecutiva nella settimana, ha registrato un rialzo dell'1,28% a 3,8 euro. Un segnale del crescente interesse del mercato, peraltro confermato dalle posizioni che si stanno via via delineando nel capitale. Capital research ha raddoppiato la quota al 5,4% e una nutrita pattuglia di imprenditori privati si sta posizionando sul titolo. D'altra parte il fronte arabo si sta muovendo in ordine sparso. Se Central Bank of Lybia e Lia non hanno sottoscritto e sono destinate a scendere al 2,9% e all'1,8%, il fondo di Abu Dhabi Aabar, che aveva annunciato di essere pronto a salire fino al 6,5%, post ricapitalizzazione dovrebbe invece restare intorno al 5%, come spiegato negli aggiornamenti Consob. «Se entrano soci istituzionali di livello è positivo», ha dichiarato Angelo Miglietta, segretario generale della Fondazione Crt. I diversi movimenti nel l'azionariato della banca, ad ogni modo, sono monitorati con attenzione dalle Autorità di controllo: «La Banca d'Italia segue con attenzione l'evoluzione degli assetti azionari delle banche, le quali assumono rilevanza sia a fini del rispetto delle vigenti disposizioni in materia di partecipazione nel capitale delle stesse, che per il complessivo impatto sui profili gestionali e strategici degli intermediari medesimi», si legge nella risposta a un'interrogazione di Maurizio Fugatti (Lega) fornita in commissione Finanze della Camera dal ministero del l'Economia. L'interrogazione chiedeva chiarimenti sulla partecipazione del fondo Aabar in UniCredit e sulla difesa del ruolo delle fondazioni rispetto agli azionisti stranieri. Il Tesoro, precisando di non avere ancora informazioni sui partecipanti all'aumento di capitale, ricorda che lo statuto di UniCredit impedisce a un singolo socio di far valere diritti di voto per una quota da capitale superiore al 5 per cento. In ogni caso, si legge ancora nella risposta, il ministero del l'Economia agisce quale Autorità di vigilanza sulle fondazioni, «ma non può assumere iniziative atte ad assestare quei rapporti di azionariato che trovano nel mercato la loro formazione».

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