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UniCredit, Montezemolo vicepresidente

In attesa di poter finalmente affrontare il tema del dividendo, UniCredit si gode il periodo di calma sui mercati per anticipare i suoi piani di finanziamento attraverso le emissioni obbligazionarie: «Abbiamo già raggiunto gli obiettivi fissati per il 2012, e non escludiamo di ripresentarci sul mercato nei prossimi mesi per anticipare quelli del 2013», ha detto ieri il ceo di Piazza Cordusio, Federico Ghizzoni, al termine della riunione del consiglio di amministrazione che ha visto Luca Cordero di Montezemolo eletto vicepresidente, dopo la designazione da parte del comitato nomine avvenuta la settimana scorsa.
Il neo vicepresidente è anche numero uno della Ferrari e di Ntv – partecipata da Intesa Sanpaolo – ma secondo il ceo di UniCredit non si pone alcun problema di conflitto d’interessi: «Montezemolo – ha ricordato ieri Ghizzoni – é entrato in consiglio a fine maggio e non ci sono stati conflitti di interesse o impedimenti alla nomina, che era già stata oggetto di verifica a suo tempo come per ogni membro del consiglio. Oggi (ieri, ndr) la questione non é stata oggetto di discussioni». Sempre in tema di nomine, dopo le dimissioni di Khadem al-Qubaisi, ieri il cda ha provveduto a nominare in rappresentanza del fondo Aabar Mohamed Ali Al Fahim, responsabile della divisione Finance dell’International Petroleum Investment Company , società di investimenti interamente detenuta dal Governo di Abu Dhabi e controllante proprio di Aabar, primo azionista di UniCredit.
Reintegrato il board, ora l’attenzione si sposta sulla trimestrale attesa per il 13 novembre. In questo caso gli occhi sono puntati per lo più sulle sofferenze, che nel secondo trimestre avevano suggerito due miliardi di accantonamenti e quasi azzerato l’utile: «Vista la situazione economica italiana, è ovvio che continuino a crescere. Ci avviciniamo al picco, ma le banche italiane dispongono di risorse sufficienti per affrontare la situazione», ha detto ieri Ghizzoni. Dunque la situazione dovrebbe essere sotto controllo, ma finché non si chiuderanno i conti dell’anno non si potrà sciogliere il nodo sul dividendo: «Nel piano c’era l’intenzione distribuirlo ma entreremo nel tema solo a fine anno», ha rimarcato ieri il ceo, assicurando però che con i grandi soci che più fanno sentire il proprio pressing sul tema, le Fondazioni, «il rapporto è eccellente, molto trasparente, di dialogo, come con tutti gli altri azionisti».
Messo per ora da parte lo spin-off delle attività italiane («Adesso ci concentriamo» sulla riorganizzazione che diventerà operativa dal primo gennaio prossimo, «per la banca italiana vedremo più a avanti, prima voglio portare a casa questa riorganizzazione», ha detto Ghizzoni), le maggiori soddisfazioni arrivano dal mercato dei capitali. Prima ancora della riapertura, avvenuta mercoledì per 250 milioni, dell’emissione di titoli a cinque anni e mezzo (con un’indicazione di prezzo rivista al ribasso di 200 punti base rispetto alle indicazioni iniziali), il 5 ottobre UniCredit aveva già coperto l’88% del suo piano globale di funding a medio-lungo periodo per il 2012, e il 100% per l’Italia: proprio per questo, ha spiegato Ghizzoni, se il clima resterà lo stesso anche nei prossimi mesi la banca potrebbe portarsi avanti e anticipare alcune emissioni in agenda per il 2013.

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