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UniCredit, maxi-piano per gli impieghi

Due miliardi sono già stati erogati, altri tre sono in fase di assegnazione. Per trovare un destinatario dei 2,75 miliardi che avanzano tra i fondi riscossi a settembre dalla Bce durante la prima Tltro partiranno nei prossimi giorni 150mila lettere, indirizzate ad altrettanti clienti della banca: imprese, start-up e famiglie. UniCredit cambia marcia sugli impieghi, con un progetto – «Valore Europa», perché di fondi europei si tratta – che punta a risvegliare la domanda quiescente di credito con la doppia leva dei tassi (minimi) e delle garanzie (massime) offerte direttamente dalla banca attraverso il ricorso al Fondo centrale e al sistema dei confidi.
Il progetto è stato discusso ieri dal cda della banca, ed entrerà nella fase operativa a novembre, in concomitanza – non è un caso – con il debutto della nuova organizzazione della rete retail. «Per quanto riguarda le nuove erogazioni, nei primi sei mesi dell’anno abbiamo superato del 62% i volumi del 2013», hanno detto ieri il consigliere delegato, Federico Ghizzoni e il country chairman per l’Italia, Gabriele Piccini, presentando alla stampa Valore Europa. Da 9,6 miliardi il gruppo è salito a 15,5 miliardi erogati (con una quota di mercato pari 25% sui nuovi impieghi), ma ciononostante resta fiacca la domanda di credito, soprattutto di quello “buono” che va oltre al working capital e viene chiesto per finanziare programmi d’investimento a medio-lungo periodo: di qui, appunto, la decisione di varare un programma ad hoc, perché «c’è da andare a bussare alla porta dei nostri clienti», come ha detto sempre Ghizzoni.
I tre piani
Nel dettaglio, saranno tre i filoni d’intervento. Anzitutto i prestiti a tasso agevolato per gli investimenti delle imprese: oltre al beneficio del minor costo del denaro preso dalla Bce (ricevuto a un tasso dello 0,15%), «saremo particolarmente flessibili nelle modalità del rimborso», ha sottolineato Piccini. Il secondo filone punta invece a estendere non tanto l’ammontare degli impieghi concessi al singolo cliente quanto la platea dei beneficiari: la banca, in tandem con il Fondo centrale di Garanzia (e con i confidi per le imprese che non ne abbiano i requisiti), offrirà l’azzeramento del costo della garanzia, finanziamenti a tasso agevolato e processi di erogazione particolarmente accelerati; saranno coinvolte, sempre valorizzando il Fondo centrale, anche 2.500 start up innovative che, attraverso finanziamenti fino a 100mila euro con costo della garanzia azzerato e tempi di erogazione accelerati, potranno ottenere il supporto finanziario necessario al consolidamento della propria attività. Il focus, come detto, sarà sugli investimenti e in quest’ottica saranno sollecitate anche le famiglie: al riguardo, UniCredit ha progettato specifici prestiti per la ristrutturazione edilizia e per la riqualificazione energetica, a un tasso annuo nominale del 5 per cento.
L’effetto sui prezzi
«L’obiettivo che ci siamo posti nel Tltro è quello di allargare la torta del credito», ha detto ancora Ghizzoni:,«Abbiamo deciso di attivare un meccanismo che mette in comune i benefici di Tltro da un lato e dall’altro le forme di utilizzo del credito come il Fondo centrale e i confidi». Dal canto suo, Piccini ha assicurato che i prezzi finali del credito «risulteranno, sempre considerando le classi di rating di merito creditizio delle singole aziende, più vantaggiosi per tutti». «È una proposta molto innovativa e mostra quanto Unicredit è interessata alla ripresa dell’economia italiana», ha sottolineato ancora Ghizzoni, precisando che «Non puntiamo a prendere meno rischio. Siamo disposti a dare più credito… Spero che quello che facciamo e la manovra promossa ieri facciano ripartire fiducia e quindi domanda di credito».
Dopo aver prelevato 7,75 miliardi alla prima Tltro di settembre, il massimo consentito a UniCredit per l’Italia considerando i collaterali che vanno presentati in asta, il gruppo si prepara comunque a partecipare anche alla nuova erogazione di dicembre. In quel caso, il gruppo probabilmente richiederà altri 4,25 miliardi, cioè l’ammontare massimo relativo agli altri paesi europei in cui opera.

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