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Unicredit leggera sui Btp. L’utile trimestrale rettificato sale a 1,1 mld

Unicredit ha riportato fra gennaio e marzo un utile netto rettificato di 1,1 miliardi di euro, in crescita dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2018. Un risultato che, ha commentato la banca, rappresenta «il miglior primo trimestre degli ultimi dieci anni per la seconda volta consecutiva». A livello contabile l’utile è salito del 24,7% a 1,387 miliardi, battendo le attese del consenso. I ricavi sono invece scesi del 3% a 5 miliardi. Il cost-income è migliorato al 52,8%. Il margine d’interesse è cresciuto salito dello 0,7% a 2,6 miliardi.Le commissioni sono diminuite del 5,3% a 1,7 miliardi. I crediti concessi alla clientela sono aumentati del 4,2% a 432,1 miliardi e la raccolta è cresciuta del 4,3% a 429,3 miliardi. Il rapporto fra crediti deteriorati lordi e impieghi complessivi è sceso al 7,6% e il tasso di copertura si è posizionato al 61,8%. Le sofferenze sono calate del 15,1% a 21,4 miliardi. Il Cet 1 ammontava al 12,25%.

L’a.d. Jean Pierre Mustier ha annunciato che Unicredit ridurrà il peso del debito sovrano italiano in portafoglio, che attualmente ammonta a 54 miliardi di euro di Btp. Un quantitativo che «è il più elevato tra le banche europee». La decisione, ha precisato Mustier, «fa parte di una serie di misure finanziarie decise nel cda, in vista del nuovo piano che verrà varato a dicembre: operazioni che puntano a rafforzare il profilo finanziario». L’alleggerimento avverrà non tanto attraverso la vendita di obbligazioni sul mercato, quanto non rinnovando le emissioni a scadenza. Comunque, ha osservato il numero uno di Unicredit, «l’impegno sull’Italia non è mai stato così forte: siamo molto orgogliosi di essere un istituto europeo presente e quotato in Italia». Il banchiere francese ha ricordato che l’istituto ha aumentato del 4,4% i crediti e che nei giorni scorsi è stata varata un’iniziativa a supporto delle pmi per 2 miliardi di euro.

Infine, Mustier non ha voluto commentare le speculazioni delle ultime settimane sul possibile coinvolgimento di Unicredit nella partita Commerzbank, dopo le nozze sfumate con Deutsche Bank.

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